Ticino, 03 settembre 2020

"Saranno i ticinesi a decidere se ci sarà una città Ticino"

Mancano pochi mesi all'apertura della nuova linea ferroviaria che collegherà Locarno e Lugano, dimezzando praticamente i tempi di percorrenza tra le due città. Oltre all'ovvio vantaggio per chi usufruisce di questa linea, questa opera ferroviaria è anche occasione per riflettere sui cambiamenti che porta questa accresciuta mobilità. Questione su cui è chinato il Consigliere di Stato e direttore del dipartimento del territorio Claudio Zali in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere del Ticino.

Se nell'intervista Zali sottolinea sì i vantaggi portati da questa nuova opera, l'esponente della Lega dei Ticinesi non si sbilancia sui presunti cambiamenti che porterebbe, ma anzi si mostra scettico sul concetto di “città-ticino”, spesso sbandierato da media e politici negli scorsi anni. “Non c'è nulla di sbagliato nell'idea di Città Ticino – afferma Zali nell'intervista del CdT – ma fatico a immaginare un territorio così complesso e con una popolazione così complessa come un'unica città”. Secondo il Consigliere di Stato, alla fine saranno i ticinesi a decidere la portata del cambiamento di questa accresciuta mobilità. “Le rivoluzioni passano dalla testa delle persone, se i ticinesi vorranno vivevere come gli abitanti di una grande città lo faranno. Personalmente prediligo uno sviluppo territoriale diverso”.

E oltre alle città-polo del cantone, Zali ricorda che le zone collinari e discoste non servite dalla ferrovia non saranno dimenticate e che già previsto anche un potenziamento del servizio su gomma che serve queste aree meno accessibili.

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