Sport, 30 agosto 2020

Arcobello: “Segnare è il mio mestiere, Boedker ha qualità eccelse”

Intervista al nuovo attaccante del Lugano

LUGANO - Mark Arcobello è uno che di gol ne ha fatti a valanghe, sin dai tempi dell’università di Yale, una delle più famose del Nordamerica. Le sue indiscusse qualità realizzative non sono passate inosservate, i “talent scout” lo hanno subito addocchiato: il suo nome, inevitabilmente, è finito sul loro taccuino. Mark era uno da “prendere”: e così finito a giocare nella prestigiosa NHL, vestendo in sequenza le maglie degli Edmonton Oilers, dei Nashville Predators, dei Pittsburg Penguins, degli Arizona Coyotes infine dei Toronto Maple Leafs. Poi nel 2016 la svolta, con il passaggio al Berna, club nel quale per quattro anni (dimenticando l’ultima stagione interrotta dal virus) ha fatto scintille, diventando l’idolo del pubblico ed uno dei migliori stranieri del nostro campionato.

Tuttavia, con il passare del tempo, qualcosa si è incrinato con il club della Capitale, tanto che, prima ancora dell’interruzione de mese di febbraio scorso, Arcobello ha infatti comunicato di voler cambiare aria. E così il Lugano, che da qualche tempo gli stava facendo la corte, lo ha ingaggiato. Un colpo targato Hnat Domenichelli, che ha sempre elogiato le caratteristiche del giocatore, a cui ha fatto firmare un contratto triennale.

Mark: come si trova a Lugano?
È una città ovviamente diversa da Berna ma è più bella, ed anche migliore dal punto di vista dell’alimentazione (ride). Lugano è a misura d’uomo. Mi piace la sua tranquillità… 

Il suo trasferimento ha fatto non poco discutere. Si sono fatte varie ipotesi… 
Voglio sgomberare il campo da ogni equivoco. Sono partito da Berna per fare una nuova esperienza. Volevo, inoltre, avvicinarmi alla regione d’origine dei miei nonni che è il Piemonte. Per me è sicuramente una nuova e stimolante sfida per ritrovare le giuste sensazioni agonistiche!

Ha firmato un contratto triennale, significa che lei ha creduto al progetto del club bianconero.
Assolutamente sì, per ottenere questi accordi le due parti devono giocoforza avere grande fiducia l’uno dell’altro. Se il rapporto appare positivo e costruttivo raggiungere un’intesa diventa facile.

Un trasferimento, il suo, avvenuto in pieno campionato… 
In Svizzera così vanno le cose. Del resto il regolamento lo consente, anche se sono situazioni un po’ anomale.

Cosa si aspetta da questa stagione con il Lugano?
Il club bianconero ha innanzitutto una grande tradizione ed i titoli vinti negli anni passati lo confermano. Ho visto che la squadra è qualitativamente buona ed in grado quindi di ottenere dei risultati importanti. Se riuscirò ad inserirmi subito nel contesto tecnico-tattico, allora ci sarà divertirsi… 

Ultimamente gli stranieri ingaggiati dall’HCL hanno penato non poco per ottenere un numero accettabile di reti. Lei arriva con un palmarès offensivo di rilievo, quindi la gente si aspetta un apporto sensibilmente migliore sul piano offensivo.
Sono perfettamente cosciente di questa situazione, ma sono altrettanto abituato a trovare spesso la via del gol, naturalmente se ho dei giocatori al mio fianco che possono ben spalleggiarmi. Tuttavia il mio compito non è solo quello di segnare, se l’allenatore mi chiede altre funzioni, sono pronto a rispettare le sue consegne.

La piazza luganese, come noto, da sempre è molto esigente… 
Sinora non sento nessuna pressione, anche perché l’inizio del campionato è ancora lontano. Del resto, penso di aver accumulato sufficiente esperienza per sopportare la cosa sul piano strettamente psicologico.

Per lei ci sarà la novità dei derby con l’Ambrì Piotta… 
Li ho seguiti e me ne hanno parlato. Questi incontri in Ticino riservano sempre tantissime emozioni, i tifosi di entrambe le squadre sono davvero incredibili, ma io sono pronto anche per questo tipo di sfide, non vedo l’ora di viverli di persona.

In sostanza, cosa si sente di promettere ai suoi nuovi tifosi?
Giocare al massimo delle mie possibilità in ogni partita, di mostrare anche agli altri miei compagni la giusta mentalità vincente. Occorre essere sempre costanti nel rendimento, l’hockey è uno sport che non ti dà tregua e quindi bisogna gettare sempre sul ghiaccio tutta la propria energia.

Anche l’altro straniero Boedker è uno dei nuovi osservati speciali.
Lo conosco perché con lui ho giocato quando entrambi militavamo nei Phoenix. Spero che con il Lugano possiamo ritrovare quelle combinazioni che sapevamo fare durante il campionato della NHL. È un giocatore qualitativamente fantastico.

Ogni sportivo d’élite ha sempre un proprio modello da seguire, il suo chi è?
Non ne ho uno in particolare, comunque seguo molto le prestazioni di un vero fuoriclasse come Crosby, giocatore completo ed in grado di fare sempre la differenza.

Oltre all’hockey lei coltiva altre passioni sportive?
La pesca al volo, cioè buttare in rapida continuazione l’amo nell’acqua. Inoltre mi piace anche il golf, altra disciplina che mi permette di ritrovare una certa serenità tra una partita e l’altra.

Passiamo ad un argomento delicato: il Covid-19 che ha letteralmente colpito gli Stati Uniti.
Diciamo che è una vicenda davvero molto complicata, tuttavia i miei famigliari abitano nello stato del Connecticut dove la pandemia non ha ancora fatto breccia e la situazione è tenuta sotto controllo. Ma il problema è serio e si vince solo con la responsabilità di tutti.

Parliamo infine delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
Francamente la politica non mi interessa molto, difficile sapere chi fra Trump e Biden la spunterà. Tempo fa pensavo che l’attuale presidente ce la potesse fare, ma ora le quotazioni e le possibilità del suo rivale sono aumentate considerevolmente. Insomma: i democratici hanno delle buone carte da giocare.

G.M.

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