Sport, 24 agosto 2020

Pestoni: “A Berna è tutto aperto, come se nulla fosse accaduto. Ho voglia di cancellare i playout”

Il ticinese degli Orsi ha fotografato la situazione nella Capitale e all’interno della squadra: “Siamo divisi in due gruppi e veniamo controllati ogni giorno”

BERNA – Tre titoli vinti tra il 2016 e il 2019, prima del clamoroso buco della scorso anno quando all’ultima giornata si sono ritrovati a dover affrontare i playout, poi cancellati a causa del Coronavirus: in casa Berna c’è voglia di rifarsi, c’è voglia di cancellare quell’onta subita pochi mesi fa. C’è il desiderio di tornare finalmente sul ghiaccio per competere e ricominciare a sognare in grande: “Vogliamo imparare molto dal nuovo head coach (Don Nachbaur, ndr), anche se ovviamente il fallimento dello scorso anno non era solo colpa di Jalonen, e vogliamo tornare a giocare. Personalmente non pensavo di arrivare a Berna e di ritrovarmi coinvolto nella lotta dei playout, così come il 90% dei miei compagni che erano sempre stati abituati a lottare per i grossi traguardi e le posizioni di prestigio: questo, forse, ci ha condizionati e ci ha portato a fallire alcune sfide decisive”. Così ha esordito il ticinese Inti Pestoni.

Inti, come stai? Come hai vissuto questo periodo particolare?
Io sto molto bene, sono in forma, sto lavorando molto bene, meglio forse di tutti gli altri anni. Durante la chiusura totale, così come in estate, non mi sono praticamente mosso di casa: ho avuto più tempo da dedicare alle mie due bambine e a mia moglie.

E a Berna la situazione com’è?
Ora come ora è tutto aperto, anche i corsi per i bambini piccoli che sono ricominciati in questi giorni. Ovviamente all’inizio della pandemia seguivo più le notizie che giungevano dal Ticino che dal resto della Svizzera e mi facevo davvero tante domande perché qui a Berna tutti si comportavano come se nulla fosse. Poi c’è stata la chiusura, ma ora è praticamente tornato tutto come prima: gente in giro ce n’è parecchia, i locali sono aperti… insomma sembra quasi che non sia successo nulla!

Anche la società ha fatto quasi finta di nulla o ci sono state delle restrizioni?
Non siamo dei ragazzini: ci hanno giustamente responsabilizzato, spiegandoci bene qual’era  la situazione e qual’erano le decisioni prese dal Consiglio
federale e le indicazioni da seguire. Anche per quanto concerne le vacanze: chi è andato nei Paesi a rischio è dovuto rientrare 10 giorni prima dell’inizio della preparazione, fissata per il 27 luglio, per mettersi in quarantena e sottoporsi poi ai test. L’unico vero divieto che ci è stato imposto è stato quello di evitare le discoteche,

Gli allenamenti come sono organizzati?
Innanzitutto ci cambiamo in due spogliatoi diversi e… qui a Berna sono decisamente grandi: bastano e avanzano per cambiarsi tutti mantenendo le giuste distanze, indossando comunque sempre la mascherina. Ci misurano la febbre ogni giorno e anche quando andiamo in palestra, siamo divisi in due gruppi.

I tamponi sono dunque stati fatti a chi rientrava dai Paesi a rischio…
Certo, e non solo… tre giorni prima della prima amichevole tutti quanti abbiamo fatto il tampone e tutti siamo risultati negativi. Ora dovremo farne un altro qualche giorno prima dell’inizio del campionato.

Se partirà… perché la situazione è tutta in divenire. Cosa pensi e che stagione sarà?
Come ho detto prima, non vedo e non vediamo l’ora di tornare a fare quello che più ci piace, ovvero il nostro lavoro. Inoltre vogliamo cancellare l’onta dei playout dello scorso anno. Alla fine penso che non cambierà tantissimo: sarà un campionato simile agli scorsi, con tante partite da disputare prima di Natale e poi magari tre sfide a settimana, invece delle due, per recuperare le due settimane perse a settembre.

Col rischio però di avere meno spettatori del solito… e vedere una PostFinance-Arena vuota deve fare impressione…
Decisamente sì. Inoltre si rischia di perdere il vantaggio casalingo – anche se non ci saranno i tifosi avversari – ma la spinta di quasi 16'000 persone giunte alla pista per incitarti non ti da sentire neanche la stanchezza e ti dà una spinta enorme. Questo chiaramente vale un po’ per tutte le squadre, Lugano e Ambrì comprese dove il pubblico ha sempre un ruolo determinante.

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