Ticino, 08 giugno 2020

Interpellanza al Consiglio Federale: Svizzera italiana esclusa dal CdA della Posta, ed intanto prosegue l’ecatombe di uffici postali

La recente nomina, da parte del Consiglio federale, dell’ex consigliere nazionale PS del Canton Berna, Corrado Pardini, nel CdA della Posta ha suscitato ampie perplessità in Ticino.

Il Signor Pardini, dirigente del sindacato UNIA, parla italiano perché di origini toscane, ma non ha alcun rapporto con Ticino,né col Grigioni italiano.

Chiedo pertanto al CF:

- Corrisponde al vero che inizialmente il Sig. Pardini era stato proposto dalla direttrice del DATEC anche come rappresentante della Svizzera italiana, pur non avendo egli alcun rapporto con la medesima?

- La Svizzera italiana non è più presente nel CdA della Posta dal 2018. Essendo la Posta interamente di proprietà della Confederazione, una rappresentanza regionale è tuttavia necessaria. Anche perché in Ticino la chiusura di uffici postali,
compresi quelli assai frequentati, continua imperterrita. Esemplare al proposito il caso dell’ufficio postale di Lugano-Besso, sito in un popoloso quartiere urbano di oltre 5100 abitanti ed in prossimità della stazione FFS, per il cui mantenimento sono state raccolte, nel quartiere, più di 4700 sottoscrizioni. Quanto dovrà aspettare il Ticino prima di tornare ad avere un proprio rappresentante nel CdA della Posta?

- Il CF condivide la posizione che, essendo la Posta un’azienda interamente detenuta dalla Confederazione, una rappresentanza regionale sia necessaria? Se no, perché?

- È intenzione del CF, in occasione della prossima nomina in seno al CdA della Posta, scegliere un (o una) esponente della Svizzera italiana?

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Tiicinesi

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