Mondo, 29 maggio 2020

A 13 anni decapitata dal padre per essere scappata di casa con il fidanzato



Un padre di famiglia è stato arrestato a Hovigh, in Iran, con l'accusa di aver decapitato la figlia di 13 anni come punizione per essere scappata di casa con il fidanzato. Romina Ashrafi, questo il nome della ragazza, era fuggita da casa con il suo fidanzato di 35 anni dopo che suo padre si era opposto al loro matrimonio. Ma la polizia iraniana era riuscita a rintracciare la coppia e l'adolescente era stata rimandata a casa, nonostante avesse avvertito le autorità che temeva per la sua incolumità.

E così è successo. Il padre di Romina l'ha attaccata giovedì scorso mentre dormiva nella sua camera da letto. Secondo la britannica BBC, che cita la testata locale “Gilkhabar”, l'uomo ha usato una falce per decapitare sua figlia. L'uomo è quindi uscito di casa, con una pistola in mano, e si è recato al posto di polizia più vicina per confessare il suo crimine.

Il caso ha creato un grande scalpore nel paese mediorientale. Mercoledì, il volto di Romina era onnipresente sulla stampa iraniana. "La casa del padre pericoloso", ha intitolato ad esempio il quotidiano riformista "Ebtekar", denunciando nel suo articolo la mancanza di una legislazione per proteggere le donne e le ragazze.

La legge penale iraniana infatti riduce le condanne per i condannati che hanno ucciso o ferito un parente in un cosidetto "delitto d'onore". Se un uomo viene dichiarato colpevole dell'omicidio di sua figlia, la pena inflitta è compresa tra tre e dieci anni di carcere, invece della pena di morte comminata in Iran in generale nei casi di omicidio.

Il vicepresidente per le donne e la famiglia, Masoumeh Ebtekar ha annunciato un "ordine speciale" per indagare sul caso. "Ogni anno in Iran, donne e ragazze vengono uccise dai loro genitori maschi con il pretesto di difendere il loro onore, ma la natura dell'omicidio di Romina Ashrafi ha scioccato il paese e il resto del mondo", ha detto Fariba Sahraei, giornalista di Iran International TV.

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