Svizzera, 24 maggio 2020

Una nuova carovana di nomadi entra in Svizzera nonostante le frontiere chiuse

Trentacinque camper di nomadi sono entrati mercoledì in Svizzera attraverso una dogana nel canton Ginevra, e nonostante siano ancora le restrizioni alle frontiere dovute alla pandemia di coronavirus. Scortato dalla polizia cantonale, il convoglio si è infine fermato a Martigny, nel canton Vallese.

Un portavoce della polizia cantonale del Vallese ha confermato all'agenzia Keystone-ATS le informazioni pubblicate in "20 minutes" che un dipendente della polizia del Vallese "assicura contatti permanenti" con il gruppo di nomadi.

"La dogana non era presidiata, poiché il personale era in perlustrazione", ha aggiunto il portavoce. Essendo il traffico frontaliero meno importante il pomeriggio, gli effettivi erano inoltre inferiori rispetto al normale.

Non è quindi stato possibile respingere le roulotte accompagnandole immediatamente alla frontiera. "Un’azione del genere avrebbe dovuto aver luogo all’ingresso in Svizzera o in prossimità del confine, ciò che non è non è stato possibile mercoledì visto che il convoglio si è spostato rapidamente", ha continuato il portavoce.

 
Per il momento, ai membri della carovana non è stata inflitta una multa. "L’Amministrazione federale delle dogane sta attualmente analizzando il caso", ha concluso il portavoce.

Questo è almeno il quarto convoglio di nomadi che è entrato in Svizzera dalla chiusura dei confini. Altri tre erano stati registrati nelle scorse settimane nel canton Giura (vedi articoli correlati).

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