Svizzera, 12 maggio 2020

Ecco i tre vincitori dello “Swiss Stop Islamization Award 2020”

Lo scopo dello Swiss Stop Islamization Award, ideato nel 2018 dal movimento politico “Il Guastafeste” di Giorgio Ghiringhelli (www.ilguastafeste.ch), è quello di ricompensare ogni anno tre persone – di regola una per la Svizzera italiana, una per la Svizzera francese e una per la Svizzera tedesca (o persone attive nei Paesi confinanti con la Svizzera) – che si sono distinte per la loro attività contro l’islamizzazione della Svizzera ( e dell’Europa) e contro la diffusione del radicalismo islamico.

A ognuno dei tre vincitori viene assegnato un premio di 2'000 franchi. Quest’anno vi sono stati due vincitori per la Svizzera francese, uno per la Svizzera italiana e zero per la Svizzera tedesca.

Ecco i 3 vincitori della terza edizione:




Stefano Piazza (Rovio - TI)  (SVIZZERA ITALIANA)




Uli Windisch (Ginevra) (SVIZZERA FRANCESE)



Shafique Keshavjee (Puidoux-VD) (SVIZZERA FRANCESE)



Motivazioni


Stefano Piazza (esperto di sicurezza, scrittore)

Nato nel 1966, esperto di sicurezza, autore del libro “Allarme Europa – Il fondamentalismo islamico nella nostra società” (vincitore del “Premio Cerruglio 2018”) , e opinionista del Corriere del Ticino, dove pubblica spesso articoli molto critici sul terrorismo islamico e sui movimenti islamisti. Sugli stessi argomenti pubblica pure regolarmente degli articoli su www.confessioni-elvetiche.ch. A seguito di questi coraggiosi articoli ha ricevuto diverse minacce da estremisti islamici dalla Turchia, dalla Bosnia e dalla Svizzera.

Nel settembre del 2018, a seguito di un articolo pubblicato sul Corriere del Ticino in occasione dell’anniversario degli attentati terroristici alle Torri gemelle, un estremista islamico di 29 anni residente in Ticino ( a Viganello), di professione agente di sicurezza, gli aveva inviato un minaccioso messaggio che si concludeva così : “Non ci combatta, altrimenti può fare la fine dei dipendenti di Charlie Hebdo (giustamente puniti con la morte)” . Con decreto d’accusa del 3 dicembre 2018 il procuratore pubblico aveva reputato l’estremista colpevole del reato di tentata coazione (reato previsto dall’art.181 del Codice penale, in relazione all’art. 22) e aveva proposto la condanna a una pena pecuniaria. L’imputato si era opposto, e nel processo svoltosi il 3 febbraio 2020 alla Pretura penale il giudice Siro Quadri lo ha incredibilmente prosciolto dall’imputazione di tentata coazione.


Uli Windisch (professore in sociologia, comunicazioni e media, scrittore)

Nato nel 1946, é stato professore in sociologia, comunicazioni e media all’Università di Ginevra e in altre numerose università europee e nordamericane. Durante questa sua attività professionale ha creato e diretto il master e la scuola di dottorato in comunicazioni e media. Ha scritto 18 libri e moltissimi articoli. Nel 2012 , dopo aver lasciato le università, ha lanciato il « web-giornale » svizzero romando « LesObservateurs.ch » di cui é il caporedattore e con il quale ha già conquistato un’ «audience» internazionale.

LesObservateurs.ch (che conta in media 10'000 lettori al giorno, a volte anche molti di più , e un’ «audience» mensile di 300’000/500'000 lettori) é un sito di controinformazione anti-politicamente corretto, che da otto anni fa da contrappeso ideologico al pensiero unico, alla propaganda giornalistica di sinistra e alla disinformazione. Dalla sua creazione il sito ha pubblicato diverse centinaia di articoli sull’islamizzazione, sui suoi pericoli, le sue minacce e la deplorevole sottomissione della nostra società: é questo uno dei temi più importanti del sito.


Shafique Keshavjee (professore di teologia, scrittore)

Licenziato in scienze sociali e politiche, dottore in teologia, specialista in scienza delle religioni. È stato pastore della Chiesa riformata in Svizzera ( 1990 – 2005) e professore di teologia all’Università di Ginevra (2005-2010). Nel suo ultimo libro intitolato “L’islam conquérant” (IQRI, 2018) , che ha suscitato molte polemiche soprattutto nella Svizzera romanda, l’autore mette in guardia contro le mire conquistatrici e dominatrici dei testi fondatori dell’islam. A suo dire lo Stato dovrebbe interessarsi più da vicino a queste questioni, in modo da conoscere il modo in cui i musulmani interpretano questi testi.

Al quotidiano 24 Heures ha dichiarato che “lo Stato islamico si basa su questi testi per crocifiggere, stuprare, ridurre in schiavitù”. Egli mette anche in luce le varie strategie di conquista dei movimenti e delle organizzazioni come i Fratelli musulmani, i wahabiti, i salafiti, l’Organizzazione della cooperazione islamica…molto attivi in Occidente. L’autore esorta i cittadini ed i nostri responsabili politici ed ecclesiastici a un’attenta vigilanza e a una seria presa in considerazione della ricca eredità giudeo-cristiana dell’Occidente.

 

 




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