Ticino, 26 aprile 2020

Quella casa anziani con venti morti di Covid

Cinque case anziani nel mirino dell’Ufficio del Medico Cantonale. La notizia è emersa l’altro giorno in conferenza stampa, è stato anche detto che in due di esse sono stati intimati dei provvedimenti e che potrebbero essere oggetto di un’inchiesta con segnalazione al Ministero Pubblico. I motivi? Merlani e gli altri relatori si sono trincerati dietro il silenzio.

Che cosa è successo, e dove? Fuori dai denti, tutti hanno ammesso che il criterio non è il numero di morti, che il fatto che il Coronavirus sia entrato o no negli istituti è questione di fortuna, tenendo conto anche che non si sapeva di quante persone potevano essere asintomatiche.

Ma che ci sia di più è evidente. Nelle case per anziani finite sotto la lente dell’Ufficio del Medico Cantonale ci sono probabilmente delle mancate osservanze delle norme: non si sono forse curati
a dovere gli anziani, non si sono tutelati contro il virus. Non si sa esattamente. Fatto sta che si potrebbe arrivare alle lesioni colposi o all’omicidio colposo.

Il Caffè ha rivelato che la casa anziani con maggiori problemi si trova nel Bellinzonese, che ha visto in questo periodo una trentina di decessi, di cui una ventina ascrivibili al Coronavirus.

Altri due istituti tenuti d’occhio sono nel Bellinzonese, uno dei quali è vetusto e dunque fatica ad adattarsi alle necessità di cambiamento rapido che il Coronavirus ha imposto.

Nel Luganese c’è un’altra struttura “critica”, dal punto di vista più che altro strutturale. Alcuni pazienti sono stati trasferiti alla vicina Clinica di Moncucco.

La quinta casa per anziani con qualche problema è nel Mendrisiotto, nei pressi di Chiasso.

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