Sport, 09 marzo 2020

Coronavirus. Post season a porte chiuse: è ormai tutto pronto

Lo scenario che si prospetta per l’hockey svizzero è quello che giocatori e società non volevano ma che in questo momento è quello più plausibile

LUGANO – Hockey, calcio e basket: al momento tutti i campionati professionistici svizzeri sono fermi a causa del coronavirus che sta mietendo vittime anche nel nostro Paese. Al momento anche i playoff e i playout di LNA e LNB sono fermi, ma stando a quanto riferiscono diversi media, la situazione dovrebbe cambiare presto.

Lega e club, infatti, avrebbero fatto le loro valutazioni in merito al futuro della corrente stagione e domani mattina, nel corso di una riunione, potrebbe essere presa la decisione di ripartire a porte chiuse, così da completare il campionato e di ridurre al minimo i rischi di contagio. Una situazione a breve e a lungo termine.

In questo momento, con la vicina Lombardia definita zona arancione, con le dogane con l’Italia aperte soltanto
per chi deve entrare in Svizzera per lavorare e con il propagarsi del coronavirus anche alle nostre latitudini, tornare a giocare col pubblico non è plausibile e di conseguenza le uniche alternative sono quelle di disputare i match a porte chiuse o di annullare/sospendere il tutto.

Altro motivo importante, non possiamo certo nasconderlo, che potrebbe spingere verso la ripresa del campionato è quello dei diritti TV che verrebbero sensibilmente ridotti se non si dovesse giocare: gli 1,8 milioni assicurati a ogni club da UPC fanno gola a tutti e aprire una disputa legale non fa comodo a nessuno. Il tutto, ovviamente, legato al rischio di trovare un giocatore positivo al coronavirus: in quel caso l’annullamento della post season sarebbe praticamente automatico.

Guarda anche 

A Bruxelles c'è nervosismo per l'iniziativa "No a una Svizzera a 10 milioni", "un attacco alle relazioni con l'UE"

I politici dell'UE stanno seguendo con interesse il dibattito sull'iniziativa “No a una Svizzera a 10 milioni”. Secondo loro, la sua adozione il 14 gi...
22.05.2026
Svizzera

Dipendente pubblico timbrava in Italia e lavorava in Ticino: “E domani chi controllerà i frontalieri disoccupati?”

Il caso del dipendente comunale italiano che, secondo l’accusa, timbrava il cartellino in un Comune dell’Alto Varesotto per poi venire a lavorare in Ticino...
21.05.2026
Ticino

Lorenzo Quadri: "Giusto bloccare i ristorni"

Si torna a discutere, con fondate ragioni, del blocco o della riduzione dei ristorni ai frontalieri. Il tema è stato recentemente rilanciato dal presidente del ...
18.05.2026
Ticino

Tiziano Galeazzi: “Il Ticino non può permettersi di restare a guardare”

Il Ticino può davvero permettersi di restare fermo mentre altri Cantoni si muovono per attirare contribuenti facoltosi, investitori internazionali e patrimoni i...
16.05.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto