Svizzera, 19 febbraio 2020

Giovane legata all'ISIS, imposto il divieto d'entrata in Svizzera

L’Ufficio federale di polizia (fedpol) ha avviato una procedura per vietare l’ingresso in territorio svizzero a una trentenne francese nata a Ginevra.

La donna – riporta l’ATS – è già stata oggetto di una procedura di ritiro della cittadinanza svizzera in seguito ai suoi legami con l’ISIS. Le autorità federali non sanno dove si trovi attualmente la donna, riferisce oggi il Foglio Federale.

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha avviato nell’ottobre scorso la procedura per ritirarle la cittadinanza svizzera;
procedura contro la quale non sembra essersi opposta. All’epoca la SEM aveva indicato che avrebbe potuto trovarsi in Siria. In gennaio, scrive l’agenzia, la SEM ha riferito di «meno di cinque procedure» in corso riguardanti il ritiro della nazionalità svizzera per «persone in relazione al conflitto siriano» - cioè sostenitori dell’Isis.

Un’altra quindicina di casi sono in fase di valutazione. Dalla Seconda guerra mondiale, la giovane franco-ginevrina è la seconda persona a cui viene revocato il passaporto svizzero.

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