Mondo, 02 febbraio 2020

In Romania un paese si rivolta per l'assunzione di due stranieri

Un'azienda locale assume due stranieri e si scatena una rivolta. È successo a Ditrau, un piccolo comune della Romania, dove l'assunzione da parte di una fabbrica di pane di due lavoratori dello Sri Lanka ha scatenato la rabbia dei residenti. Secondo quanto riportato da media locali sabato e ripreso da alcuni media romani, centinaia di abitanti della località rurale, che conta 5500 abitanti, sono scesi in strada per manifestare la loro contrarietà all'assunzione dei due stranieri.
Dopo una manifestazione e la moltiplicazione delle lamentele, il sindaco ha quindi organizzato un incontro con i suoi cittadini sabato.

"Abbiamo due problemi: il conflitto tra i proprietari del panificio e la comunità, nonché, naturalmente, il problema dei lavoratori stranieri", ha affermato Elemer Puskas, sindaco di Ditrau, ai circa 300 abitanti presenti.

Alla presenza del sacerdote della città, i partecipanti hanno recitato una preghiera prima di manifestare le loro preoccupazioni. Mercoledì scorso, circa 200 residenti avevano dimostrato di chiedere la partenza dei due cingalesi, dicendo che temevano un afflusso di stranieri in questa località abitata da una popolazione appartenente alla minoranza di lingua e cultura ungherese.
I proprietrari della fabbrica, che impiega 90 persone, sostengono di aver tentato invano di assumere dipendenti locali, giustificazione a cui i manifestanti riuniti sabato hanno replicato dicendo che le condizioni di lavoro offerte dalla fabbrica non erano abbastanza buone.

In ogni caso, i manifestanti alla fine l'avranno vinta. Poche ore dopo la manifestazione, la direzione della fabbrica ha infatti pubblicato un comunicato stampa in cui afferma che i due dipendenti stranieri saranno ricollocati altrove, senza specificare dove o in quale funzione.

La vicenda non si chiuderà verosimilmente qui in quanto i servizi di polizia del governo hanno annunciato l'apertura di un'indagine per incitamento all'odio e alla discriminazione. Con una popolazione di 19,5 milioni di abitanti, negli ultimi trent'anni la Romania ha perso circa quattro milioni di abitanti che hanno lasciato il paese, quasi sempre per un impiego meglio retribuito all'estero. Per far fronte a questa penuria di manodopera il governo ha deciso di innalzare la quota di lavoratori provenienti da fuori dall'UE fissandola a 30'000 lavoratori per il 2020, contro i 20'000 del 2019. La maggior parte di questi lavoratori proviene da paesi dall'Asia.

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