Sport, 19 gennaio 2020

Tra passi avanti e passi indietro: HCL e HCAP, che sofferenza!

Ennesimo weekend da cardiopalma per le due ticinesi: capirci qualcosa nella corsa ai playoff sembra davvero impossibile

LUGANO/AMBRÌ – Armatevi di misuratori della pressione e di cardiofrequenzimetro: da qui al 29 febbraio, se siete tifosi dell’Ambrì o del Lugano, ne avrete bisogno. I playoff sono ancora alla portata di entrambe le nostre formazioni, ma l’ultimo weekend tra alti e bassi, tra sconfitte assurde e vittorie insperate, ha spiegato una cosa: non c’è una partita dal risultato scontato.

La vittoria di Zurigo, in un Hallestadion tosto e complicato di natura per i colori bianconeri che qui hanno da sempre conosciuto più dolori che gioie, è di quelle che possono valere davvero una stagione. Quella ottenuta ieri può davvero pesare tentassimo sulla testa e sull’umore di Chiesa e compagni, quella di ieri è una vittoria che davvero può cancellare i fantasmi del clamoroso capitombolo di venerdì in casa al cospetto di un Langnau che, dominato e domato, era comunque riuscito a uscire dalla Cornèr Arena col bottino pieno.

Le firme – ma guarda un po’ che caso – di McIntyre e di Klasen hanno sigillato non solo la vittoria ma anche la consapevolezza che, sia che i playoff verranno raggiunti sia che l’obiettivo dovesse sfumare, i ragazzi di Pelletier ci proveranno fino alla fine. Altrimenti non vinci così a Zurigo…

Così come non vinci di cuore e forza contro il Bienne per quanto concerne l’Ambrì: la sconfitta di venerdì a Zugo ci stava ed era preventivabile, ma il successo colto all’overtime contro i Seelanders sottolinea un dato di fatto: questa squadra ha un cuore enorme e non intende arrendersi neanche sotto tortura.

Certo, la classifica parla chiaro ed entrambe le ticinesi sono sotto la linea, ma possiamo star sicuri che da qui al 29 febbraio entrambe venderanno cara, carissima, la pelle. Specie se gli stranieri, come Flynn, continueranno a prendere per mano le proprie squadre.

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