Sport, 22 dicembre 2019

L'Ambrì viaggia a 1000, il Lugano si mangia le mani

5 vittorie consecutive per i Leventinesi che, in barba alle assenze, stendono anche il Berna, mentre ai bianconeri risulta fatale un "challenge" chiesto dal neo head coach Pelletier

BERNA/DAVOS - Continua il magic moment dell’Ambrì Piotta! Malgrado l’assenza di nove giocatori (8 infortunati, ultimo dei quali Bianchi, e uno squalificato), la squadra di Luca Cereda ha espugnato ieri sera anche la pista del Berna e sconfitto un avversario reduce da cinque successi consecutivi. Una vittoria ottenuta dopo i rigori e con pieno merito e che allunga una serie impressionante (5!) di trionfi, che sino ad un mese fa era assolutamente impensabile.

Eppure, grazie al cuore, al carattere e alla grinta di tutto il gruppo, l’HCAP ha compiuto un altro mezzo miracolo. Sì, perché le vittorie si possono conquistare anche con ragazzi quali i gemelli Neuenschwander, Pinana (schierato al centro dell’attacco!), Moor, Mazzolini, che sanno cosa fare e non mollano mai. Sì, perché i successi si possono raggiungere anche con il terzo portiere, Viktor Oestlund, schierato a sorpresa dal coach di Sementina. Insomma: un’altra serata di gloria che spalanca ormai le porte dei playoff ai leventinesi che ora sono noni ma vicinissimi alle avversarie dirette. Il Berna, sotto di due reti, ha saputo recuperare grazie alla sua grande pressione ma in contropiede i ticinesi gli hanno fatto venire i birividi e ai rigori Oestlund è stato più bravo di Karunen.

Nuovo passo indietro, per contro, del Lugano. Dopo aver battuto venerdì sera il Bienne alla Corner Arena, la squadra diretta per la prima volta da Serge Pelletier è stata sconfitta, ancora una volta!, dal Davos. La quarta, per la precisione: tre in campionato ed una in Coppa Svizzera. E come nelle due precedenti sfide di regular season, i bianconeri sono stati battuti per 3-2 al termine di una partita dura ed equilibrata. Una sconfitta “onorevole” se vogliamo, ma alla fine il successo dei grigionesi non fa una grinza: per lunghi tratti la squadra di Wohlwend ha condotto le operazioni e, malgrado gli ospiti fossero andati due volte in vantaggio, non si è mai persa d’anima e al sessantesimo ha potuto festeggiare la vittoria dopo tre sconfitte consecutive. 

Nella serata del buon esordio di Schlegel fra i pali e della quarta rete di Löffel in due partite, al Lugano è mancata concretezza sotto porta. La decisione è caduta al 43.42 con la complicità di Pelletier che ha gettato alle ortiche un “coach challenge” per un sospetto fuorigioco sul 2-2 di Herzog. La rete non solo è stata assegnata ma il Lugano ha pure incassato una penalità minore durante la quale Du Bois ha segnato il 3-2. L’era Pelletier inizia dunque con una sconfitta, anche se lunedì nell’ultima partita del 2019 il nuovo coach (e il Lugano) ha la possibilità di rifarsi contro il Losanna.

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