Svizzera, 19 dicembre 2019

"Sono minorenne", ma ha più di 26 anni

Si è presentato al centro per richiedenti l’asilo di Chiasso nel marzo scorso. Diceva di essere appena arrivato dalla Costa d’Avorio e di essere minorenne. In realtà le indagini svolte dalla Segreteria di stato della migrazione (SEM) hanno permesso di accertare che l’uomo aveva già depositato una domanda d’asilo in Italia, un anno prima. Mentre gli esami commissionati dalla SEM al Centro universitario romando di medicina legale hanno appurato che l’uomo era maggiorenne già da tempo. In particolare la tomografia delle articolazioni sterno clavicolari ha permesso di attribuirgli un’età ossea minima di 26,6 anni.

Logica avrebbe voluto che a questo punto l’ivoriano venisse rispedito in Italia, ciò che la SEM avrebbe voluto fare già a inizio maggio. Ma contro la logica si è inserita la solita SOS Ticino, in questo caso nella persona del signor Ugo Di Nisio, che ha redatto ben tre ricorsi in difesa del richiedente l’asilo.

Il primo ricorso è stato accolto dal Tribunale amministrativo federale (TAF), che ha obbligato la SEM a chiarire meglio alcune problematiche mediche emerse in corso di procedura. La SEM le ha valutate e ha nuovamente deciso di rinviare l’uomo in Italia. Così è giunto il secondo ricorso, nel quale SOS Ticino sosteneva che la SEM non avesse valutato alcuni mezzi di prova presentati dal richiedente. Anche questo ricorso è stato accolto e la SEM ha quindi dovuto nuovamente chinarsi sul dossier. Emettendo per la terza volta una decisione di rinvio verso l’Italia. L’ivoriano e SOS Ticino hanno quindi presentato un ulteriore ricorso, chiedendo la sospensione dell’allontanamento in via supercautelare. Il TAF ha concesso la sospensione. Ma poi, come si legge nella sentenza pubblicata oggi, ha infine deciso di confermare la decisione di rinvio della SEM. In maniera definitiva. SOS Ticino non potrà dunque più difendere il finto minorenne, che verrà rinviato in Italia.

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