Svizzera, 10 dicembre 2019

"Quando i cassetti si apriranno saranno cavoli non dolcificati"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Alle ultime elezioni in Ticino, ma soprattutto a livello nazionale, l’isterismo climatico ha fatto presa. Questo grazie anche all’incessante martellamento mediatico ad opera della stampa di regime, a cominciare dalla radioTV di sedicente servizio pubblico, finanziata col canone più caro d’Europa.

Il P$$ è per contro arretrato ai minimi storici a seguito di un travaso di voti verso i verdi-anguria (verdi fuori, ro$$i dentro). Ma nel complesso l’area di $inistra è cresciuta. Per la Svizzera si tratta di una sciagura e le conseguenze non tarderanno ad arrivare.

Accordo quadro
 

L’ha capito anche il Gigi di Viganello, oltre che tutti i commentatori: con lo spostamento a $inistra del parlamento, la firma dello sconcio accordo quadro istituzionale con l’UE ha la strada spianata. Le conseguenze le conosciamo: ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE e giudici stranieri. I funzionarietti di Bruxelles ci schiacceranno gli ordini. Comanderanno in casa nostra. Addio diritti popolari ed addio federalismo. In questa sciagurata svendita della Svizzera, i kompagni internazionalisti vanno a manina con gli odiati “padroni”. Oltre a questo ci arriverà la direttiva UE sulla cittadinanza e la fine delle misure accompagnatorie. Spieghino i verdi anguria come l’aumento dell’immigrazione e dei frontalieri che entrano tutti i giorni in Ticino uno per macchina gioverebbe all’ambiente. E’ poi evidente che i padroni di Bruxelles, a cui i $inistrati vogliono sottometterci, ben presto pretenderanno che la Svizzera “apra” ai TIR di 60 tonnellate ed abolisca il divieto di transito notturno.
 

Tasse, balzelli e divieti

Alla fine della scorsa legislatura, il Consiglio degli Stati nel nome dell’isterismo climatico ha votato - con maggioranze bulgare degne di una repubblica bananiera - una pletora di eco-tasse, eco-balzelli ed eco-divieti. I quali peseranno per migliaia di franchi all’anno sui bilanci delle economie domestiche. Una vera e propria mazzata, al cui confronto le rapine dei cassamalatari sono briciole. Ciò è avvenuto nell’ambito della legge sul CO2. La quale dovrà prossimamente passare al vaglio del Consiglio nazionale. I verdi anguria, partito delle tasse, hanno promesso di peggiorarla ancora. La presidenta nazionale Regula Rytz, in un post pubblicato poco prima delle elezioni, è stata chiara: prima ci prendiamo le CADREGHE, poi “miglioriamo” – ovvero: PEGGIORIAMO– la legge sul CO2. Poco ma sicuro che in tempi brevi, tanto per fare un esempio, la benzina costerà il doppio: come peraltro suggeriscono gli intellettualini con i piedi al caldo del Politecnico di Losanna. E poi i $inistrati hanno ancora il coraggio di starnazzare sull’aumento della povertà e sulla diminuzione del reddito dei cittadini? La prima causa di aumento della povertà sono proprio loro! Loro, ed i loro balzelli del piffero! Ergo, che nessuno kompagno o verde-anguria si azzardi mai più a blaterare di difesa dei consumatori o di aumenti dei premi di cassa malati, perché gli ridiamo in faccia!

Patti ONU

La partitocrazia PLR-PPD-P$$ ha imboscato in un cassetto, in attesadelle elezioni, il patto ONU sulla migrazione, detto anche “Global compact”. Questo delirante trattato internazionale vuole trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto umano, al quale più nessuno potrà opporsi. Adesso che le elezioni sono passate, e che la $inistra spalancatrice di frontiere ed immigrazionista ne è uscita potenziata, poco ma sicuro che la Svizzera correrà a firmare. Non solo: il patto in questione prevede anche l’introduzione della censura. Con un obiettivo chiaro: il lavaggio del cervello a sostegno del “devono entrare tutti”. In base al Global compact, infatti, sull’immigrazione si potrà riferire solo in positivo. Qualsiasi posizione critica verrà bandita e criminalizzata come“hate speech”, discorso d’odio.
 

Una censura che ha l’obiettivo di imporre l’autocensura. Non è finita: dopo il patto ONU sulla migrazione arriverà quello sul clima. Ovviamente incentrato sull’isterismo ambientalista. Esso, tra l’altro, creerà pure una nuova figura di migrante economico: il rifugiato climatico. Questa ci mancava!
 

Chi pagherà
 

E’ sempre più evidente che chi ha votato l’isterismo climatico ha votato la sottomissione della Svizzera all’UE, l’immigrazione scriteriata, la globalizzazione. Oltre che la rapina dei cittadini a suon di ecotasse ed ecobalzelli. A pagarne maggiormente lo scotto saranno il ceto medio e basso.

*Edizione dell'8 dicembre 2019
 


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