Ticino, 10 dicembre 2019

Come a Corleone: Bruxelles ci ricatta, e noi paghiamo il pizzo

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Martedì si è tenuto in Consiglio nazionale l’ultimo dibattito sul contributo di coesione all’UE, ossia sulla marchetta da 1.3 miliardi di franchi ai balivi di Bruxelles, finanziata con i soldi del solito sfigato contribuente. In realtà, martedì non si è deciso alcunché di rilevante: i giochi erano già fatti da tempo. Si trattava solo di eliminare due divergenze con il Consiglio degli Stati. Una relativa all'ammontare del contributo ad Italia e Grecia per la gestione dei flussi di finti rifugiati con lo smartphone, l’altra sull’associazione agli inutilissimi programmi Erasmus plus. La marchetta miliardaria andrà in votazione finale il 20 dicembre.
 

Cosa fatta da mesi
 

La calata di braghe è dunque cosa fatta. La realtà è che lo è da mesi. Ma il triciclo eurolecchino PLR-PPD-P$$, Verdi-anguria compresi, non ha voluto che l’atto finale si consumasse nella sessione parlamentare di settembre, ovvero l’ultima della scorsa legislatura, a ridosso delle elezioni federali. Evidentemente perché la partitocrazia temeva di venire poi asfaltata alle urne, dato che il regalo incondizionato all’UE non ha uno straccio di giustificazione. Al di fuori, è ovvio, del calabraghismo compulsivo dei politicanti della casta, che stanno portando il paese allo sfascio.
 

La bufala

Si ricorderà che, per giustificare il rinvio dello scottante tema a dopo le elezioni, i soldatini della commissione preparatoria del Nazionale si erano inventati la fregnaccia degli “ulteriori approfondimenti” da svolgere. Superfluo ribadire che nel frattempo non è stato approfondito proprio un bel tubo; anche perché non c’era nulla da approfondire!
 

I cittadini votanti sono stati presi per i fondelli per l’ennesima volta. Buoni solo per garantire le CADREGHE ai soliti tromboni, dopodiché... passata la festa, gabbato lo santo!
 

La clausola-ciofeca

Il versamento della marchetta miliardaria agli eurofalliti avverrà ad una condizione: che l’UE non discrimini la Svizzera. E questo i soldatini del triciclo hanno la faccia di tolla di venderlo per un successo!

E’ il colmo: siamo ridotti al punto di pagare MILIARDI per non farci discriminare da Bruxelles. Ma come: gli eurobalivi non erano nostri amici? Con l’UE non avevamo degli accordi bilaterali dai quali - oltretutto - quest’ultima è ampiamente avvantaggiata? Se i funzionarietti di Bruxelles ci discriminano, semplicemente li si manda affan... e si chiudono le frontiere! Altro che pagare i “pizzi” come a Corleone!
 

Invece no: gli svizzerotti regalano miliardi ad un ente sovranazionale il cui ambasciatore a Berna ci ricatta e ci minaccia senza farsi problemi. Ci viene pure a dire, il bieco burocrate, che se non firmiamo lo sconcio accordo quadro istituzionale finiremo sul menù degli eurobalivi! Ed i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale accettano l’affronto al Paese senza proferire un cip... Oltretutto, la clausola “non paghiamo se l’UE ci discrimina” fa ridere i polli. Infatti, a decidere se ci saranno o no le condizioni per versare il pizzo, saranno le commissioni di politica estera delle due Camere. E viste le maggioranze euroturbo, ulteriormente cresciute a seguito dell’ ’’onda verde”, come pensate che andrà a finire? Ma ovviamente con le braghe abbassate ad altezza caviglia, accompagnate da flessione a 90 gradi!
 

Sempre peggio

Per quanto piuttosto breve e limitato a questioni marginali, l’ultimo dibattito sulla marchetta miliardaria in Consiglio nazionale è stato comunque indicativo dell’andazzo. In particolare i Verdi-anguria, quelli cresciuti grazie aH’isterismo climatico, nel loro intervento di gruppo hanno dichiarato senza remore che 1.3miliardi sono noccioline, che è scandaloso che non sia ancora stato firmato lo sconcio accordo quadro istituzionale, che senza l’UE i poveri sfigati svizzerotti chiudono baracca, che dobbiamo cedere a ricatti e pagare miliardi per aderire all’inutilissimo programma Erasmus plus, che è una vergogna chiedere qualcosa in cambio del contributo di coesione! Ecco chi sono e cosa vogliono i politicanti che hanno tratto vantaggio dairisterismo climatico! Complimenti a chi li ha votati!
 

Autogol
 

Senza contare che i beneficiari del regalo elvetico saranno i paesi dell’est europeo, che poi useranno i nostri soldi per attirare sul proprio territorio imprese con sede nell’Europa occidentale, Svizzera compresa, provocandoci così perdite fiscali e di posti di lavoro. Per non parlare della corruzione imperante da quelle parti...
 

Ciliegina, anzi ciliegiona sulla torta: con lo sconcio accordo quadro istituzionale, bramato dalla partitocrazia, i contributi di coesione diventeranno automatici e ricorrenti. E numm a pagum! Ringraziamo la casta euroturbo!

*Edizione dell'8 dicembre 2019


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