Sport, 26 novembre 2019

Bottani si racconta: "Zeman il miglior allenatore, un maestro"

Chiacchierata con il talentuoso attaccante del Lugano Mattia Bottani

LUGANO - Mattia Bottani è indubbiamente il miglior talento ticinese degli ultimi 10-15 anni. Dotato di una grande tecnica di base e di una verve calcistica non comune, non riesce tuttavia a fare l’unanimità, forse per colpa del suo scarso feeling con il gol. Un giorno il suo presidente Angelo Renzetti ebbe a dire di lui: “Meritava la convocazione in Nazionale”.Era prima degli Europei del 2016.

Un’affermazione forse esagerata di chi, comunque, il calcio lo conosce. Voluta per accelerarne la vendita e mettere in cassa soldi importanti per l’economia del club bianconero? Chissà…Di certo Mattia è un giocatore che piace ai palati fini, a coloro che pensano che il calcio non sia solo potenza, corsa o muscoli. Coloro che ancora credono, sognatori inguaribili, che la sfera sia un oggetto da toccare con raffinatezza e proprietà.

Il Mattino lo ha intercettato per una colazione a base di aneddoti, curiosità e sogni… 

Il suo maggior pregio? 
Positività.

Il suo peggior difetto? 
Sono permaloso.

Una donna per piacerle deve avere… 
Degli occhi belli.

Qualità indispensabile per un uomo.. 
Lealtà.

Nella vita cosa le dà più fastidio? 
La falsità.

Il miglior attore? 
Denzel Washington.

La migliore attrice? 
Emma Watson.

Il film più bello che ha visto? 
Recentemente The Joker.

La canzone… 
Più bella cosa, di Eros Ramazzotti.

La radio preferita? 
Radio 3i.

Canale TV preferito? 
LA 2 RSI.

Un cena speciale con… 
Con Leo Messi ma è dura… 

Di cosa lei ha invece più paura? 
Di non veder crescere i mie figli.

Il suo libro preferito? 
Novecento, di Alessandro Baricco.

Quando ha cominciato a giocare a calcio? 
Avevo 4 anni.

Chi l’ha spinta a praticare questo sport? 
Mio padre Maurizio.

Prima squadra? 
Rapid Lugano.

Il suo esordio in Super League? 
Estate 2015, a San Gallo. Perdemmo 2-0.

Se diciamo FCL cosa risponde? 
Un miracolo.

Maurizio Jacobacci? 
Un conoscitore di calcio.

Il migliore allenatore che lei abbia mai avuto? 
Zdenek Zeman, un maestro.

Il suo giocatore modello? 
Leo Messi, naturalmente.

Il giocatore più forte in attività...
Ancora l’argentino.

Il miglior compagno di squadra? 
Jonathan Sabbatini.

Il suo sogno nel cassetto? 
Giocare nella Serie A italiana.

HCAP o Lugano? 
Lugano.

Se diciamo derby? 
AC Bellinzona-Lugano.

Il più bel ricordo sportivo?
Il mio primo gol in Europa League segnato alla Steaua Bucarest. Settembre 2017.

Il numero 10? 
Roman Riquelme.

L’avversario più ostico? 
Manuel Akanji.

Due parole sulla sua famiglia… 
È tutto! 

MDD

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