Mondo, 26 luglio 2019

Germania, asili mettono al bando la carne di maiale per "rispetto verso l'islam"

Sta suscitando un vivo dibattito in Germania la decisione di diversi asili pubblici di bandire nelle loro mense cibi contenente carne di maiale.

La scelta era stata presa inizialmente da alcune scuole per l’infanzia di Lipsia, nell’est del paese, per poi essere rilanciata da altri istituti sparsi qua e là nel territorio tedesco. A denunciare la scelta delle strutture educative è stato in questi giorni il quotidiano Bild, il giornale maggiormente letto del paese, scatenando di conseguenza una feroce polemica.

Secondo quanto riferisce il giornale, i dirigenti scolastici di questi istituti avrebbero emesso delle circolari che vietano al personale delle mense di servire agli alunni non solo “salsicce e salumi di origine suina”, ma persino le “caramelle gommose”, in quanto costituite da gelatina animale ricavata principalmente dalla cotenna di maiale.

L'iniziativa degli amministratori degli asili è stata motivata con "l’esigenza di salvaguardare le diverse sensibilità religiose presenti nella popolazione scolastica". I presidi degli istituti per bambini in questione avrebbero infatti presentato la messa al bando della carne suina dal servizio-mensa come un “gesto di rispetto verso gli iscritti di fede musulmana”. Nel credo coranico, il maiale viene infatti considerato un “animale impuro”.

A dimostrazione della valenza pro-islam della recente decisione delle scuole incriminate, Bild ha pubblicato il testo di una circolare adottata dalla dirigenza di un asilo di Lipsia, che, nel vietare la distribuzione di maiale agli alunni scrive: “La nostra società sta cambiando, essendo interessata soprattutto da una costante crescita della comunità musulmana. È quindi giusto che il sistema educativo, a cominciare dalle strutture per l’infanzia, adegui al variegato contesto culturale della Germania contemporanea i ricettari alla base dei rispettivi servizi di refezione”.

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta condotta dal quotidiano, numerose associazioni nazionali di genitori hanno esternato,
tramite post sui social network e comunicati-stampa, la propria disapprovazione verso l’iniziativa nata a Lipsia e poi estesa ad altre città tedesche, criticandola come un’“imposizione ideologica”. All’indignazione delle organizzazioni in questione si è presto unita quella di tanti cittadini comuni, molti dei quali sarebbero persino giunti a “minacciare di morte” i funzionari scolastici che hanno messo al bando la carne suina.

Feroci critiche all’indirizzo della controversa sortita pro-islam sono state lanciate anche dal partito nazionalista AfD, che, per bocca della deputata Beatrix von Storch, ha additato la mossa dei presidi come l'ennesima “sottomissione del Paese alla legge coranica”. La deputata ha poi tuonato: “Quei dirigenti scolastici vogliono che la Germania venga soggiogata da una cultura estranea, che si rafforza ogni giorno di più sull’onda dell’immigrazione di massa. Eliminare dalle scuole per l’infanzia gli ingredienti derivati dal maiale, caratteristici della cucina tradizionale tedesca, significa arrendersi alle pretese avanzate da una minoranza aggressiva e intenzionata a stravolgere le storiche abitudini alimentari di un intero popolo. Se ai musulmani non piace la nostra cucina tipica, allora sloggino a Riad o a Teheran”.

Irritazione per la messa la bando dei prodotti suini è stata manifestata anche dai partiti attualmente al governo a Berlino, con la Cdu che ha definito “inaccettabile” l’iniziativa dei presidi e la Spd che ha etichettato quest’ultima come un esempio di “finta integrazione degli immigrati”.

A detta dell’agenzia di stampa Deutsche Presse-Agentur, le proteste popolari e partitiche, incentrate sulla denuncia dell’“illogicità” della scelta operata dagli asili pubblici, avrebbero già costretto al “dietrofront” i dirigenti scolastici sostenitori delle “mense rispettose dell’islam”. Le circolari contenenti il divieto di servire carne di maiale sarebbero state infatti tutte “revocate”.

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