Svizzera, 09 luglio 2019

Sempre peggio: "l’islamismo dilaga nelle scuole svizzere"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Grazie al deleterio multikulti, l’islamismo sta dilagando senza freni. Anche tra i più giovani. Di recente è emerso il caso di una scuola elementare in quel di Winterthur (città già tristemente nota per le moschee dove si predica l’odio) ad alta concentrazione di allievi “in arrivo da altre culture” (musulmane). A raccontare la vicenda è una piattaforma austriaca (sic). Docenti segnalano che nell’istituto in questione bambini di sesta elementare (come noto oltregottardo gli anni di scuola elementare sono sei) esercitano pressioni sui compagni cristiani affinché anche loro digiunino durante il ramadan. Con conseguenze sull’andamento delle lezioni; in particolare stanchezza nel pomeriggio. Un’insegnante ha pure indicato di aver dovuto modificare i corsi di sport per tener conto del fatto che i ragazzi, durante il ramadan, “non hanno le loro capacità fisiche abituali”.

Discorsetto ai genitori

Ma bene! Adesso si modifica anche il programma scolastico per calare le braghe davanti a migranti – spesso e volentieri migranti economici, mantenuti dal contribuente – islamisti?

Ai genitori musulmani che pretendono di far digiunare i figli influenzando così le lezioni di tutti, la direzione scolastica fa il piacere di comunicare, senza tanti fronzoli, che o fanno mangiare i propri pargoli di modo che il programma scolastico non abbia a risentirne, oppure, se vogliono vivere secondo le loro regole e non secondo le nostre, se ne vanno fuori dai piedi e tornano al natìo paesello.

Con simili personaggi…

Ancora più grave sono, evidentemente, le pressioni di gruppo degli allievi musulmani sui compagni cristiani affinché anche loro digiunino. Questo è intollerabile, ma tutto ciò che sa rispondere tale Beat W. (?) Zemp, presidente dell’associazione svizzera degli insegnanti (auguri) è che “le pressioni di gruppo durante il ramadan sono un problema solo se gli allievi non musulmani vengono mobbizzati”.

Con un simile bischero a fare il presidente degli insegnanti, la scuola svizzera può tanto chiudere baracca subito. Oltretutto, il concetto di mobbing implica delle pressioni molto forti; e la sua definizione è flou. Di conseguenza, secondo il signor Beat W. (?) Zemp - che immaginiamo essere il solito $inistrato multikulti – se le pressioni degli allievi musulmani sui compagni cristiani affinché seguano anche loro il ramadan non raggiungono un’intensità tale da costituire mobbing, “l’è tüt a posct”. Ma siamo fuori di melone?

Libertà? Nel water

L’islamizzazione della Svizzera avanza a grandi passi. Il momento in cui le nostre libertà di cittadini, conquistate a costo di secoli di lotte, verranno spazzate via e sostituite dalla sharia, si avvicina sempre di più. La libertà d’espressione è ormai solo un vago ricordo: cancellata dalla becera censura multikulti e politikamente korretta.

Per questo ringraziamo la partitocrazia spalancatrice di frontiere ed anche le legioni di tamberla - spesso e volentieri pagati con denaro pubblico - come il Beat W.!

In Germania…

Le vili calate di braghe davanti agli islamisti proseguono in tutta Europa. Ultima in ordine di tempo: in Germania il commissario tedesco contro l’antisemitismo Felix Klein ha invitato gli ebrei a “non ostentare” la kippah, ossia il classico zuccotto. Perché gli ebrei “non devono ostentare”, ovvero devono nascondersi? Ovviamente, per non irritare gli islamisti. Ecco cosa succede a far entrare centinaia di migliaia di migranti economici non integrati e non integrabili. Si comincia con la kippah, poi sarà il turno della messa al bando di minigonne e scollature per “non provocare” – e se vieni violentata da un migrante mentre portavi la minigonna è colpa tua che te la sei andata a cercare, svergognata! – poi dell’obbligo di burqini in piscina, ed avanti così. Il tutto con la benedizione di burocrati calabraghisti come il Kommissar Klein. Ma ridateci il Commissario Rex!

Sempre in Germania, secondo un recente sondaggio realizzato dall’istituto Allenbach e pubblicato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, solo il 20% degli interpellati si sente libero di esprimere la propria opinione in pubblico su temi come i sedicenti rifugiati e l’islam.

Il P$ pensa alle tutine

Intanto, in questo sfigatissimo Cantone, due deputate $ocialiste strillano contro le tutine da ginnastica sgambate, accusate di essere “sessualizzanti”, ed interpellano il governicchio, che sul tema c’entra come i cavoli a merenda. Nemmeno si rendono conto, le grandi statiste gauche- caviar, che, con le loro scriteriate politiche di accoglienza indiscriminata verso i migranti islamisti (che “devono entrare tutti”) mettono in pericolo le donne ed importanosessismo, sottomissione e misoginia. E poi blaterano contro i costumi sgambati sessualizzanti?

Grazie a queste kompagne, le loro figlie e nipoti dovranno indossare il burqa. In Ticino, non in Arabia Saudita!

Premio snobbato

Sempre in queste settimane il“Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli ha lanciato la seconda edizione del premio Swiss Stop Islamization Award, destinato a persone che si sono distinte nell’opporsi all’islamismo in Svizzera. Sia nel 2018 (prima edizione) che quest’anno, il premio è stato snobbato alla grande dalla stampa di regime. Segnale preoccupante di una censura che dilaga: guai a criticare l’islam! Sa pò mia! E poi i censori pro-multikulti hanno ancora il coraggio di riempirsi la bocca con la “libertà di stampa”?Patetici!

*Edizione del 7 luglio 2019


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