Svizzera, 13 giugno 2019

Aveva violentato quattro minorenni, pena inasprita per un pedofilo

È stata inasprita in appello la condanna di un pedofilo di 30 anni che aveva aggredito sessualmente diverse minorenni. Il tribunale cantonale di Zurigo ha aumentato la pena detentiva dai nove anni iniziali portandola a undici anni e otto mesi.

La corte ha quindi dato quasi del tutto seguito alle richieste dell'ufficio del pubblico ministero, che chiedeva dodici anni di reclusione. I fatti sono pesanti e scioccanti, ha detto il giudice. Le vittime non solo sono state ferite fisicamente, ma anche psicologicamente. L'aumento della pena è quindi giustificato.

L'uomo ammette di aver abusato di diverse ragazze, ma respinge l'accusa di atti sessuali commessi contro persone incapaci di discernimento o resistenza.

Il 30enne, cittadino svizzero, nega inoltre di aver violentato una ragazza di sedici anni sostenendo che fosse consenziente. La giovane oggi soffre di stress post-traumatico ed è già stata ricoverata diversi mesi in una clinica psichiatrica. La corte ha giudicato la ragazza credibile. "Nel tuo caso, tuttavia, abbiamo dei dubbi", ha detto il giudice all'accusato.

Nel corso del processo il trentenne ha descritto gli abusi commessi come il più grande errore della sua vita. Si dice consapevole che potrebbe aver distrutto la vita di queste ragazze, ma che nel periodo in cui sono avvenuti i fatti non si rendeva conto delle conseguenze delle sue azioni perché fumava molta cannabis. Assicura che non lo farà più. Un rapporto terapeutico risalente all'estate del 2018 indica al contrario un alto rischio di recidiva.

Nei dettagli, l'uomo è accusato di aver abusato sessualmente di una bambina di otto anni in un bagno pubblico a Zurigo nel novembre 2015. La sua vittima è riuscita a fuggire solo quando la madre della piccola è intervenuta.

Il pedofilo è riuscito a fuggire nonostante i tentativi della madre di fermarlo. L'uomo fu arrestato quattro mesi dopo. L'inchiesta ha stabilito che l'aggressione nei bagni pubblici a Zurigo non era stato un atto isolato.

Un'altra volta, ha seguito una studentessa di tredici anni a casa, e prima che lei entrasse gli chiese di mostrargli la cantina e una volta lì la violentò. Un'altra bambina di dieci anni con la quale aveva provato a usare la stessa tattica, è invece riuscita a fuggire.

In un altro caso, l'uomo aveva drogato una ragazza di quindici anni prima di violentarla, nonostante lei lo avesse respinto in precedenza. A una ragazza di 14 anni aveva invece mostrato un filmato pornografico che lui stesso aveva girato.

Sul computer dell'imputato, gli investigatori avevano scoperto nel 2016 immagini e filmati pedofili e zoofili.

Oltre a questi abusi, il trentenne è stato anche condannato per traffico di droga e furto con scasso.

Non è comunque la fine del processo, in quanto l'uomo condannato ha già annunciato di voler ricorrere fino al Tribunale federale.

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