Sport, 12 maggio 2019

Thun, una bestia nera che risveglia il Lugano dal sogno

La sconfitta maturata ieri sul sintetico della Stockhorn Arena ha interrotto la serie positiva dei bianconeri, apparsi meno lucidi e cattivi del solito

THUN – Partiamo da un presupposto: prima o poi una sconfitta era da metterla in conto, anche perché dopo 10 risultati utili consecutivi un capitombolo poteva capitare. Ciò che lascia l’amaro in bocca del KO incamerato dal Lugano ieri alla Stockhorn Arena di Thun è essenzialmente il fatto che i ragazzi di Celestini sono caduti al cospetto di una squadra che non vinceva da 11 partite e che sembrava appesa a un filo, con l’incubo “Xamax” e con la paura dello spareggio che si facevano sempre più incombenti.

Ma Junior e compagni, sul sintetico bernese, sono apparsi involuti, meno lucidi e cattivi del solito, tanto da lasciare in mano agli avversari di giornata il pallino del gioco nel primo tempo – cosa rara da vedere sotto la gestione del tecnico ex Losanna, che fa del possesso palla il suo mantra – per poi tentare la rimonta nella seconda frazione di gioco. Questa volta però la volontà, l’impegno e la propensione offensiva – negli ultimi minuti il solo Sabbatini ha avuto l’ingrato compito di tenere a galla tutto il centrocampo, mentre Covilo, Bottani,
Gerndt, Sadiku e Junior hanno provato a rimettere in piedi le sorti della sfida – non hanno dato i frutti sperati.

0 gol segnati, cosa rara per questo Lugano, 1 subito su un rigore tanto generoso, quanto dubbio: la corsa europea si è così interrotta in una serata di maggio, contro quella rivale che su tutto l’arco della stagione ha sempre messo con le spalle al muro i bianconeri, sia in campionato che in Coppa Svizzera. Un vero è proprio tabù, una vera bestia nera che renderà questo finale di stagione luganese ancora più caldo e avvincente.

Sì perché nulla è svanito: il sogno Europa League resta ancora alla portata, il KO dello Xamax tiene i neocastellani a distanza di sicurezza, ma è innegabile che per concludere al meglio questa stagione nelle ultime tre partite servirà un Lugano diverso, o quantomeno simile a quello ammirato sul terreno dell’YB, del Basilea o contro tutte le altre rivali affrontate dal 24 febbraio in poi. Per fortuna che il Thun non si paleserà più sulla strada di Bottani e compagni…

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