Sport, 01 maggio 2019

1° maggio 1994: l’ultima curva di Ayrton Senna

25 anni fa oggi moriva a Imola l’idolo indiscusso della Formula 1: al termine di un weekend nero e rosso di sangue, “Magic” periva alla curva del Tamburello

IMOLA (Italia) – Ore 14:17 dell’1 maggio 1994: la Williams FW16 di Ayrton Senna non sterza, non affronta in maniera naturale la curva del Tamburello e va a schiantarsi contro il muro del circuito di Imola. Il tutto a causa della rottura del piantone dello sterzo che non lasciò minimamente scampo al fenomeno brasiliano, colpito in volto dal braccetto della sospensione che penetrò attraverso il plexiglas della visiera.

25 anni sono trascorsi, ma sembra ieri: le immagini e i ricordi affiorano in maniera automatica e naturale. Fu un pomeriggio nero, di sole, ma pieno di sconforto anche per chi, piccolo e indifeso, alle prese con la partitella della domenica con gli amici, restò basito di fronte alla notizia e alle immagini. Senna dopo Ratzenberger, morto il giorno prima a pochi metri di distanza quando con la sua Simtek si schiantò sul muretto della Tosa: un botto tremendo, giunto 24 ore dopo la grande paura per Rubens Barrichello che decollò con la sua Jordan alla Variante Bassa.

Al peggio sembrava davvero non esserci mai fine durante quel weekend, ma proprio da lì la F1 cambiò, divenne più sicura, ma è innegabile che nessuno mai dimenticherà quell’1 maggio. La morte di Senna fu una tragedia, un lutto globale: chiunque si ricorda esattamente cosa stessa facendo quell’1 maggio alle 14:17. È una cosa che accade
raramente, solo in occasione dei grandi avvenimenti, così come tutti noi ci ricordiamo cosa stavamo facendo l’11 settembre 2011 quando le terribili immagini dell’attentato alla Torri Gemelle ci colpirono come un pugno assestato in pieno stomaco.

Quel groppo alla gola, quel senso di sconforto sembra di riviverli. Le immagini dei suoi solenni funerali a San Paolo restano ancora vive nei cuori e negli occhi, così come attuali le immagini di milioni di tifosi che portano ancora oggi tantissimi fiori, bandiere e omaggi sulla sua lapide.

Senna, soprattutto dai più giovani, viene ricordato quasi esclusivamente per quell’evento tragico, ma Ayrton Senna ha scritto la storia della Formula 1, vincendo 3 Mondiali con la McLaren-Honda, centrando 41 vittorie e 65 pole position. È stato un emblema per il suo Brasile e per i mondo intero, di lui resta lo spessore umano, la nostalgia e quella magia che sapeva far sbocciare nei cuori di tutti gli appassionati delle quattro ruote.

25 anni sono passati, ma le sue foto, quel casco giallo, ancora ora fanno rivivere emozioni e passioni. Chi l’ha vissuto sa di aver potuto ammirare una meteora, luminosissima e splendente, chi invece ne ha solo sentito parlare, non può che restare a bocca aperta e basito di fronte alle emozioni che Senna ha saputo scatenare. Perché lui era unico, era Magic.

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