Sport, 28 febbraio 2019

Dimenticare lo shock, per inseguire un sogno: Lugano, tocca a te

Il KO rimediato al 94’ contro l’YB domenica fa ancora male, ma i ragazzi di Celestini questa sera contro il Thun devono fare quadrato per centrare la semifinale di Coppa Svizzera

LUGANO – Quel gol incassato al 94’ domenica, in contropiede, quando tutti pensavano che la partita fosse ormai finita e che l’ultimo jolly fosse nelle mani dei bianconeri, ha fatto male, ha ferito nell’orgoglio e nell’animo il Lugano che contro l’YB ha davvero mostrato tante cose buone e un po’ di fortuna… fino all’ultimo secondo.

Ora però bisogna voltare pagina, bisogna liberare la testa perché questa sera la truppa di Celestini andrà a far visita a un Thun in formato europeo, che veleggia in terza posizione in classifica e che non intende fare sconti a nessuno. Ma questo Lugano, tenendo comunque conto delle assenze di Bottani, Maric e Covilo, deve credere nell’impresa, nel sogno, perché con questa rosa, con questi giocatori a disposizione, non arrivare a giocarsi la sfida più importante, ovvero la finale, sarebbe un
vero peccato e forse… un piccolo fallimento.

Diciamola chiaramente: questo è il Lugano più forte della gestione Renzetti, l’ultimo probabilmente dell’attuale presidente, e salutare chi ha costruito questo gruppo a suon di soldi e passione, con un trofeo sarebbe una cosa giusta, che darebbe ancora più morale, visione e qualità a una società che negli ultimi anni ha saputo districarsi in un campionato complicato, nonostante un budget non certo elevato.

Imporsi alla Stockhorn Arena non sarà facile, è innegabile, ma è anche vero che negli scontri diretti in campionato i bianconeri hanno ottenuto 4 punti nelle tre partite disputate fin qui, andando a pareggiare in terra bernese: insomma, non si tratta certo di un’impresa titanica, e provarci fino in fondo, con un Sadiku in più nel motore, deve essere un obbligo.

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