Sport, 27 febbraio 2019

27 febbraio 1982: una storica doppietta per Lugano e Ambrì

Le ticinesi festeggiano alla Resega la promozione in DNA

LUGANO - Sono anni di passione nel piccolo “grande” mondo dell'hockey cantonale.

Lugano e Ambrì Piotta lottano per tornare nella massima serie dalla quale mancano da alcune stagioni. I bianconeri dal 1973, i biancoblù dal 1978. Siamo nel 1982 e le due società provano nuovamente l’assalto alla Divisione Nazionale A, torneo nel quale le grigionesi (Arosa e Davos) e il Bienne la fanno da padroni. Berna e Zurigo non sono ancora le “potenze” di oggi. Entrambe finiscono perciò nel torneo di promozione/relegazione in cui approdano le quattro migliori della divisione cadetta, ovverossia Lugano, Ambrì, Olten e Sierre. In Ticino c’è fermento: entrambe le squadre hanno la promozione nelle corde, soprattutto la squadra di Reai Vincent, debitamente rinforzata nel mercato dal presidente Geo Mantegazza che non ha certo badato a spese. Sulle rive del Ceresio in estate sono arrivati due trascinatori quali Bernard Gagnon e Bob Sirois, canadesi dalla personalità carismatica, l’indimenticato Aldo Zenhausem, il dinamico Claude Domeniconi e lo swiss-canadien Bruno Rogger, giunto da Wetzikon. Ad Ambrì si è preso Rick Hampton, un difensore dotato di classe cristallina che viene affiancato al bomber Dave Gardner. Insomma: al Sud delle Alpi si sogna, pochi però immaginano che a fine campionato succederà qualcosa di eccezionale...

A BRACCETTO - La stagione va a gonfie vele per entrambe, anche se in casa bianconera le cose prendono la giusta piede solo quando il coach Reai Vincent decide di starsene alla transenna e di puntare sull’eclettico canadese Bob Sirois. Il Lugano si sblocca e dopo una sconfitta bruciante ad Ambrì il 17 novembre (6-8) mette la quinta marcia. Vince la prima fase del campionato proprio davanti ai cugini e legittima così ambizioni di promozione. E nel torneo finale le due squadre intraprendono una sorta di marcia trionfale, tanto che il 22 febbraio ottengono con una giornata d’anticipo il meritato premio! I leventinesi giocano nel tardo pomeriggio e vincono a Sierre, contro Tunica squadra che ancora minaccia le ticinesi (2-3, decide il solito Gardner). HCAP in DNA (allora si chiamava così!) E al tempo stesso la matematica promuove anche il Lugano, che scenda qualche ora dopo sul ghiaccio contro il Berna. Senza pressione, gli uomini di Vincent battono gli Orsi, condannati alla B con lo Zurigo! Incredibile ma vero!

L’ATTESA - Per il derby numero 35 i biglietti sono esauriti ormai da tempo. Alla Resega il 27 febbraio ci sono 8.500 spettatori! Numeri che fanno invidia ancora oggi. Rispetto al presente, ai tifosi ospiti sono riservati ampi spazi e i biancoblù non si fanno di certo pregare. Sugli spalti, almeno la metà dei presenti veste i colori delTAmbrì Piotta.

Altri tempi...In settimana sui giornali,alla radio e alla TV di stato si moltiplicano interviste e servizi per lanciare quello che viene definito il “derby della festa”. Il risultato infatti non conta più nulla, la classifica è decisa: il Lugano è primo, l’Ambri secondo. Nota bene: la squadra di Jiri Kren in settimana aveva affossato lo Zurigo (9-2!) in una Valascia ribollente (6.000 spettatori). L’hockey ha ormai soppiantato il calcio nel cuore degli sportivi ticinesi. A Cornaredo, a Bellinzona e Chiasso si guarda con una certa apprensione (e pure gelosia) a questa crescita esponenziale: ma il disco su ghiaccio è uno sport veloce, imprevedibile, che non ha tempi morti. Eppoi c’è quella rivalità Sopra-Sottoceneri a tenere banco. Frasi del tipo: “Senza i soldi di Mantegazza giochereste in Prima Lega ” oppure “Siete dei montanari, prima o poi finirete voi in Prima Lega... ” sono soltanto una goccia nel mare della retorica e della volgarità che spesso caratterizza eventi come il derby di hockey.

LA PARTITA - Il risultato non conta? Non ditelo alle due tifoserie. Il derby è un derby e come tale va affrontato. Perderlo scalfirebbe un po’ il senso dell’ultima giornata di campionato, quella, appunto, della festa promozione. I bianconeri partono subito alla grande e dopo 16 minuti sono già sul 4-0. La voglia di legittimare il primo posto di gruppo è grande. Sull’altro fronte nessun segnale, anzi. Qualcuno non capisce la scelta di Jiri Kren di schierare il giovane portiere Ivano Dazzi al posto del numero 1 Roland Gerber. In un derby, dicono, devono sempre giocare i migliori. Alla fine del match il tecnico Jiri Kren dirà: “Mi sembrava giusto premiare anche Dazzi, che per tutto l'anno hafunto da leale riserva a Gerber’’.

Ma la partita ha preso un preciso indirizzo e a nulla servirà in seguito l’entrata in pista del titolare, anche se l’HCAP reagisce con un’impennata di orgoglio e a dieci minuti dalla sirena finale si riporta sotto (4-5). Ma sarà un fuoco di paglia perché Rogger salderà il conto poco dopo. Poi è festa grande, anche se qualche facinoroso tenterà di rovinarla con un lancio di oggetti in pista. Lugano e Ambrì Piotta sono di nuovo in LNA. Da quel giorno i bianconeri giocano nella massima serie. I rivali di sempre piomberanno di nuovo in LNB ma nel 1985 risaliranno di categoria. Per restarvi.

A.L.

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