Mondo, 07 febbraio 2019

Uccide la sua ragazza perchè si rifiuta di convertirsi all'islam, condannato a 15 anni di carcere

foto bild.de
L'immigrato clandestino afghano Ahmad S. è stato riconosciuto colpevole di omicidio dal tribunale distrettuale di Flensburg nello Schleswig-Holstein, inel nord della Germania per aver ucciso la sua ex ragazza.

L'uomo è stato condannato a 15 di carcere per aver ucciso la sua fidanzata tedesca di 17 anni "perché si era rifiutata di convertirsi all'Islam", riferisce il portale tedesco “Bild”.

La sua ex, che nell'articolo viene chiamata Mireille, è stata accoltellata 14 volte nel suo appartamento, dopo che lei aveva concluso sua relazione con l'uomo.

Arrivato in Germania nel 2015 come richiedente l'asilo minorenne non accompagnato, la sua domanda di asilo era stata respinta ma l'uomo non aveva mai lasciato il paese.

Al processo l'afgano ha dichiarato di avere 18 anni, ma la corte ha avuto dei dubbi e ha quindi ordinato fossero eseguiti degli esami per determinare l'età dell'imputato.

L'esperta di medicina legale Sabine Gumpert ha testimoniato all'inizio del processo che Ahmad aveva almeno 21 anni e che il suo esame suggeriva fortemente che avrebbe potuto anche avere 29 anni.

Di conseguenza, il tribunale ha condannato Ahmad S. in linea con la legge ordinaria invece di quella minorile, che in Germania viene applicata per i minori di 21 anni.

Mireille e Ahmad S. sono stati insieme per oltre due anni, ma lei era stufa del suo comportamento dominante e asfissiante. L'uomo la controllava costantemente e le impediva di incontrare altre persone fino a pretendere persino che lei indossasse il velo islamico e si convertisse all'islam.

Oltre a rifiutare la richiesta dell'uomo la ragazza ha interrotto la relazione, cosa che l'ha fatto infuriare al punto che il 12 marzo 2018 si è recato a casa di lei e l'ha accoltellata diverse volte fino a ucciderla. È stato lui stesso a chiamare i soccorsi poco dopo.

Inizialmente aveva negato di aver ucciso la ragazza, dicendo ai paramedici giunti sul luogo che la ragazza si era ferita da sola. Ma la ricostruzione degli inquirenti ha potuto appurare che era stato lui a infliggere le ferite alla 17enne. Per motivare la sentenza, il giudice ha affermato che l'uomo ha ignorato il "valore personale" dell'adolescente, che considerava "sua" proprietà.

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