Mondo, 31 gennaio 2019

"Chi trae beneficio dall'immigrazione? Non certo tu!"

Come sanno i miei lettori più assidui, ho spesso spiegato che a beneficiare dell'immigrazione sono tre categorie di persone: 1) i ricchi 2) gli immigrati stessi e 3) i loro parenti rimasti al loro paese.

I soldi che gli immigrati mandano al loro paese non sono guadagnati attraverso il lavoro, ma sono in gran parte finanziati dal contribuente attraverso tutta una serie di prestazioni assistenziali. Finanziamenti che il contribuente è tenuto a versare in modo che i ricchi banchieri possano offrirsi una tata a buon mercato. Sì caro contribuente, è un peccato che gli immigrati non possano mantenersi con la paga che gli offriamo, ma per fortuna ci sei tu!

E quando il ricco deve solo pagare i contributi che sarebbe tenuto a versare ecco che di colpo si pentono ops non volevamo! come è successo negli anni 90 quando due procuratori di Bill Clinton si dovettero dimettere perchè avevano assunto un autista e una tata senza nessun permesso di residenza. In men che non si dica, i due clandestini furono licenziati e poi espulsi dagli Stati Uniti.

Ecco quanto il ricco ama gli immigrati! Come aveva dichiarato il portavoce di uno dei procuratori “è un peccato che la procuratrice abbia dovuto pagare il prezzo di licenziare la sua tata, ci era veramente affezionata”, così affezionata che non si era nemmeno degnata di regolarizzare la sua posizione negli Stati Uniti! Praticamente come se fosse una di famiglia!

Qualcuno di cinico potrebbe chiedersi se i beneficiari dell'immigrazione di massa sarebbero così altruisti se fossero loro a dover competere con gli immigrati nel mercato del lavoro.

In un periodo in cui i lavoratori sono stati fregati da un continuo flusso di manodopera a basso costo, i sindacati gli hanno mentito dicendogli “state tranquilli, questo renderà il sindacato più forte!” Trent'anni dopo un operaio edile in California che prima guadagnava 45 dollari l'ora oggi ne guadagna 11.

Tutti i lettori del New York Times sono immuni dal dumping salariale dal momento che la nostra politica migratoria limita severamente l'immigrazione qualificata, assicurando così che non ci sia competizione tra i lavori meglio pagati, mentre per i lavori più umili è una giungla dove cane mangia cane.

La sinistra non ha mai dovuto veramente spiegare la sua posizione che ognuno su questo pianeta avrebbe diritto a venire negli Stati Uniti, mettere pressione sui salari, chiedere prestazioni assistenziali e obbligarci a educare i loro bambini – per il semplice motivo che anche i repubblicani amano i lavoratori a basso costo.

Dato che l'immigrazione di massa è un grande affare per i ricchi, è facile capire perchè mentono così tanto su questo argomento.

Per esempio c'è l'Istituto Cato – finanziato dai fratelli miliardari Koch – il quale continua a fabbricare “studi” in cui si sostiene che gli immigrati hanno meno probabilità di chiedere prestazioni assistenziali rispetto agli americani.

Questa affermazione è perlomeno controintuitiva.

Ci raccontano un giorno sì e l'altro pure delle terribili vite di questi poveri richiedenti l'asilo. Se gli rimandiamo indietro moriranno di fame! I loro figli hanno tutti problemi di salute, nessun accesso alla sanità, nessun cibo, nessun tetto sulle loro case. I loro vicini di casa sono tutti violenti, spacciatori, assassini e membri di una gang!

E poi d'un tratto: Gli immigrati pesano sulle finanze pubbliche? Ma va, cosa te lo pensare?

Ma anche se fosse vero che gli immigrati ricevono meno prestazioni assistenziali rispetto ai cittadini americani, il numero di immigrati che ricevono soldi dallo stato dovrebbe essere, un attimo che guardo le mie note, ah ecco... ZERO! Per quale motivo un paese dovrebbe volere far entrare gente che poi ha subito bisogno di sostegno finanziario?

In verità, far entrare immigrati poveri nel paese è un disastro per i programmi sociali che dovrebbero aiutare i nostri concittadini americani. Esattamente la metà dei non-cittadini negli Stati Uniti è iscritto a qualche programma sociale secondo l'istituto di politica migratoria.

L'unico scopo di questi studi alla “Cato” è di far girare all'infinito il titolo tra i media, senza fare nessun approfondimento.

Che i giornalisti diffondano studi fasulli, sondaggi fasulli o citino esperti fasulli, qualsiasi cosa che sentiate a proposito dell'immigrazione nei media a grande diffusione è una menzogna. Non ci vuole molto a scoprire il trucco. Il già menzionato studio del Istituto Cato, per esempio, mette i figli degli immigrati – che siano clandestini o meno - nella stessa categoria degli americani.

Questo non ci dice niente sul merito della nostra politica migratoria. Se i figli degli immigrati hanno bisogno di welfare, non stiamo importando gli immigrati giusti.

Ancora più insensato, lo studio dell'istituto Cato classifica la pensione e la sanità come “prestazioni assistenziali”. Questi sono soldi che sono stati tolti agli americani mentre lavoravano, che lo volessero o meno, e di cui riceveranno indietro una minima parte quando andranno in pensione. Ed è ovvio che ci siano più americani tra i pensionati che nel resto della popolazione, dal momento che l'immigrato a basso costo per essere un lavoratore deve probabilmente essere anche di età più giovane di un pensionato.

È così ovvio che la nostra politica migratoria abbia effetti catastrofici per i nostri programmi sociali che ogni tanto mi chiedo se l'obiettivo di miliardari come i fratelli Koch non sia proprio quello di distruggere il welfare in modo da tornare a un'America ottocentesca dove il welfare non esisteva e ognuno doveva arrangiarsi per sè.

Qualcuno però dovrebbe ricordare ai ricchi plutocrati che la gente che stiamo importando non vota per loro e non vota liberale. Avete mai sentito del Venezuela? Avete mai sentito di Alexandria Ocasio-Cortes (una parlamentare statunitense diventata celebre per le sue idee radicali di sinistra)? Mai sentito parlare della California?

Gli immigrati impiegati dai ricchi - “i repubblicani naturali” ci continua a ripetere il Wall Street Journal – non sono dei gran sostenitori dello stato snello. È per questo che invece di essere un paradiso libertario, la California è una repubblica delle banane tenuta in piedi dai proventi di Hollywood e della Silicon Valley.

Come avrebbe detto Lenin “i capitalisti ci venderanno la corda con cui li impiccheremo”. I ricchi sanno che vogliono pagare i loro impiegati il meno possibile, e non sanno nient'altro.

Ann Coulter, scrittrice e commentatrice politica americana (articolo tradotto da anncoulter.com)

Guarda anche 

Presunto passatore con targhe ticinesi arrestato nel canton Uri

La polizia urana ha arrestato giovedì il conducente di un carro attrezzi con targhe ticinesi, sospettato di essere un passatore. A bordo, oltre all'autista, un...
18.11.2019
Svizzera

Si presenta in un bar con una motosega e minaccia i presenti, dovrà andare in carcere e farsi curare

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un uomo condannato per aver brandito una motosega in un bar di Sciaffusa. Era stato condannato a 15 mesi, e dovrà i...
07.11.2019
Svizzera

Espulso nel 2015, viene ritrovato a far ritorno a bordo di una nave ONG

Un nigeriano espulso dall'Italia nel 2015 è stato scoperto a bordo della Alan Kurdi, nave di proprietà della ONG Sea Eye, dopo che i migranti a bordo so...
05.11.2019
Mondo

Sentenza su Bosia Mirra: arrampicate politiche sui vetri per giungere ad una depenalizzazione dell'immigrazione clandestina

La Lega dei Ticinesi prende atto con sconcerto della sentenza nei confronti dell’ex deputata PS Lisa Bosia Mirra emessa dalla CARP (Corte di appello e di revisione ...
31.10.2019
Ticino