Mondo, 17 gennaio 2019

Migranti, ora anche la Spagna socialista dice basta agli sbarchi: bloccata a Barcellona la nave Open arms

Sono passati sette mesi dal caso Aquarius, quando l'Italia di Matteo Salvini negava lo sbarco alla nave Aquarius e ai suoi 600 migranti e allo stesso tempo la Spagna del socialista Sanchez l'aveva accolta a braccia aperte. Allora, per molti e probabilmente anche per gli stessi socialisti spagnoli, poteva essere più che altro un atto simbolico che non avrebbe avuto ripercussioni sulle dinamiche dell'immigrazione, che vedono da anni l'Italia, insieme alla Grecia, principale porta d'ingresso dell'immigrazione illegale dall'Africa e dal medio oriente. Invece la vicenda Aquarius segnalò a scafisti, ONG e agli stessi migranti che la rotta per l'Europa da allora sarebbe stata la penisola iberica e non più quella italiana.

E così non ci è voluto molto per la Spagna diventare il primo paese d'arrivo dei clandestini in arrivo dal continente africano. Le cifre parlano da sole : quasi 60'000 arrivi nel 2018 , il triplo dell'Italia. E in una parabola che ricorda la sinistra italiana, la Spagna socialista si è trovata a far fronte agli stessi problemi che l'Italia ha dovuto affrontare e sta ancora affrontando : crimini e problemi di ordine pubblico che i media spagnoli e internazionali hanno sì cercato di nascondere e minimizzare ma di cui l'opinione pubblica spagnola è sempre più cosciente. I video degli sbarchi di clandestini in mezzo ai turisti e agli spagnoli in spiaggia hanno fatto il giro del mondo, e come li abbiamo visti noi li hanno visti moltissimi spagnoli. Il video del turista americano praticamente linciato in pieno giorno in centro a Barcellona da un gruppo di africani per aver difeso una donna che stavano molestando è finito sulle prime pagine di tutti i tabloid inglesi, e di riflesso anche a Valencia e Siviglia qualcosa è arrivato.

Non è quindi un caso se la destra anti-immigrazionista e sovranista, di cui fino all'anno scorso in Spagna praticamente non vi era traccia, è stata grande vincitrice delle recenti elezioni in Andalusia con l'entrata nel parlamento regionale del partito Vox. Andalusia, guarda caso, che è (o era) bastione proprio dei socialisti spagnoli e allo stesso tempo regione più a sud del paese e quindi una di quelle più esposte all'immigrazione illegale. Socialisti che, manco a dirlo, hanno registrato un crollo storico contemporaneo all'avanzata di Vox.

E a Madrid, sede del governo socialista, qualcuno sembra aver recepito il messaggio. Infatti a Barcellona è stato bloccato in porto la nave Open Arms che, dopo l'ultimo sbarco di alcune settimane fa ad Algeciras, stava per ripartire per una nuova missione nel Mediterraneo.

La capitaneria di porto di Barcellona ha rifiutato alla Open Arms l'autorizzazione a ripartire. "Di nuovo bloccati in porto - denuncia il fondatore Oscar Camps in un tweet - Impedirci di salvare vite umane è irresponsabile e crudele". Spiega così il motivo dello stop improvviso: "La capitaneria di porto di Barcellona ci nega il permesso di raggiungere il Mediterraneo centrale. Motivo: se gli Stati non adempiono i loro obblighi di soccorso nemmeno noi dobbiamo proteggere la vita. Eliminano testimoni per nascondere le morti".



La nave di Camps aveva sbarcato il 28 dicembre ad Algeciras 311 migranti soccorsi al largo della Libia dopo che Italia e Malta avevano negato l'autorizzazione allo sbarco. Dopo aver fatto rifornimento e cambio d'equipaggio, la nave avrebbe dovuto ripartire per una nuova missione l'8 gennaio, ma le autorità portuali di Barcellona glielo hanno proibito sostenendo che la Ong viola le norme internazionali in materia di salvataggio in mare. Dopo lo sbarco a Malta dei 49 migranti soccorsi a fine dicembre da Sea Watch e da Sea eye, da giorni quindi nessuna nave Ong è presente nel Mediterraneo centrale.  

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