Svizzera, 15 novembre 2018

Richiedente l'asilo uccide connazionale e ne ferisce un altro, 17 anni di prigione

I fatti risalgono al 2016,  un richiedente esce dal centro in cui risiede a Aarau assieme ad altri "ospiti" per fumare una sigaretta. Quando fa rientro nella struttura si reca nel dormitorio, attaccando con un coltello che aveva nascosto sotto la manica un connazionale 25enne che stava dormendo.

L'aggressore se la prende poi con un altro connazionale 43enne, inseguendolo lungo il corridoio e continuando ad infierire su di lui fino a ucciderlo per dissanguamento. Poi ritornò dal 25enne, colpendolo in modo così violento da trapassargli con il coltello la calotta cranica. All'arrivo della polizia, l'uomo impugnava ancora il coltello e si lascia arrestare senza opporre resistenza.

Ieri, come riferisce l'Aargauerzeitung, l'uomo è stato condannato a 17 anni di carcere. Il tribunale ha qualificato l'aggressione alla vittima oggi 27enne come tentato assassinio e l'uccisione
del 43enne come omicidio intenzionale. La corte ha inoltre rinunciato a sanzionare l'imputato con la misura dell'internamento, tenendo conto di una perizia che ha definito il rischio di recidiva "non alto". In base alla sentenza di primo grado, non ancora definitiva, l'iraniano dovrà anche versare riparazioni morali per complessivi 170'000 franchi alle parti lese.

L'aggressore per ora non è stato espulso in quanto la relativa norma del Codice penale è in effetti entrata in vigore dopo quei fatti. A decidere sull'eventuale espulsione sarà quindi l'autorità competente in materia di migrazione.

La vittima rimasta ferita, adesso 27enne, è oggi disabile avendo riportato lesioni al cervello e ferite che lo hanno reso andicappato. I suoi genitori si sono nel frattempo trasferiti dall'Iran in Svizzera per prendersi cura di lui.   

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