Mondo, 29 ottobre 2018

L'era Merkel verso la fine: "Ho perso, lascio la politica"

Dopo l'ennesimo scivolone elettorale in Assia, che ha visto il suo partito e quello dei suoi alleati della SPD perdere entrambi oltre il 10% dei consensi, e a appena due settimane da un crollo simile in Baviera per Angela Merkel è arrivato il momento di arrendersi ad una realtà sempre più evidente: con il passare dei giorni, sempre meno tedeschi sostengono la Cancelliera e il suo governo. Se si sommano i due flop elettorali, oggi appare impossibile che Merkel possa esimersi dall'assumersi le sue responsabilità. "I risultati delle elezioni sono estremamente amari e deludenti", ha detto parlando della sconfitta alle urne. Per ora resterà Cancelliera, ma la maggioranza è sfibrata e non è detto che il governo arrivi a fine corsa. In fondo l'ha detto lei stessa: "L'immagine dell'esecutivo è inaccettabile" e ormai "ha perso credibilità".

Angela Merkel, il politico venuto dall'Est e capace di pensionare un padre della Patria come Helmut Kohl, ha deciso di abbandonare la politica. Fino a poche ore fa erano solo voci fatte saggiamente trapelare dal partito ma ora è la stessa Cancelliera a confermarlo: "Questo quarto mandato è il mio ultimo da Cancelliera - ha detto - nel 2021 non mi presenterò più come candidata, non mi candiderò neanche al Bundestag e non voglio più ricoprire incarichi politici". A quanto pare non sembra puntare neppure a ruoli in Europa (come la guida della Commissione). Insomma: addio, Angela. Non proverà neppure a tenersi la guida di un partito, la Cdu, che era nelle sue salde mani dal lontano 2000. Al suo posto si candideranno Annegret Kramp-Karrenbauer e Jens Spahn.

Cinquantaquattro anni, nata a Amburgo e laureata in chimica fisica a Lipsia, Merkel è diventata ministro delle Donne e della Gioventù per la prima volta nel 1991. Poi un continuo crescendo: ministro dell'Ambiente, presidente della Cdu, Cancelliere federale della Germania. Carica che è riuscita a mantenere per quattro mandati consecutivi. Un record difficilmente eguagliabile.

Angela paga le scelte politiche nazionali, europee e l'avanzata dei populisti. Fautrice del rigore di ferro sui conti pubblici, decise di aprire le porte ai migranti che dalla rotta balcanica spingevano per entrare in Germania. Poi dovette fare un passo indietro, sommersa dalle proteste e dalla rabbia esplosa in tutto il Paese a causa di omicidi, stupri e degrado che hanno rafforzato la destra anti-immigrazione e messo alla fine nell'angolo la Cancelliera. Le ultime elezioni politiche l'avevano riconfermata alla guida del Paese, ma con una maggioranza risicata formata da due partiti, l'SPD e la CDU, in caduta libera a livello elettorale. I segnali c'erano tutti, oggi c'è l'ufficializzazione: l'era Merkel, zoppicante ormai da diversi anni, terminerà al più tardi nel 2021.

(Fonte: derspiegel.de)

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