Sport, 07 ottobre 2018

CR7 e lo stupro. Il portoghese confessò: “Diceva no, ti prego non farlo”

Queste le parole che avrebbe riferito il campione lusitano nel 2009 al momento del verbale redatto dalla polizia di Las Vegas

TORINO (Italia) – Ogni giorno una novità, ogni giorno compaiono nuovi dettagli veri o meno in merito al presunto stupro compiuto da Cristiano Ronaldo nel 2009 ai danni della giovane Kathryn Mayorga.
 
Qualche giorno fa il “Der Spiegel” aveva svelato le parole della modella: “Mi ha trascinato nella stanza. Gli disse: senti amico, non succederà. Ho voltato le spalle, lui ha cercato di togliermi la biancheria intima”. Ora lo stesso giornale tedesco fornisce un’altra versione, quella dello stesso Ronaldo.
Il racconto, ripreso dal “Corriere della Sera”, mette in evidenza un rapporto sessuale “non da film romantico, è stato brusco, frettoloso e sbrigativo. Lei ripeteva no, non farlo, non sono come tutte le altre. Era scossa, dopo mi scusato”.

C’è sempre un punto oscuro in questa vicenda: le prove che non si trovano. In effetti manca il referto redatto dalla polizia di Las Vegas all’indomani della presunta violenza. Nel verbale dovrebbe essere presente anche il referto redatto dall’ospedale: “Le fu diagnosticato un gonfiore anale con abrasioni e lacerazioni (fotografate) e le furono somministrati due antibiotici. L' infermiera scrisse nel referto che il retto di Kathryn era stato penetrato e che l' eiaculazione era avvenuta nelle mani della persona che l'aveva sodomizzata”. Il tutto è stato comunque sempre messo in discussione dai legali di Ronaldo, che avrebbero parlato di ferite “autoinferte”.

Sui 375'000 di dollari che CR7 avrebbe pagato alla ex modella per il suo silenzio si sa davvero poco. Quello che è certo che “il team legale di Ronaldo conosceva ogni dettaglio della vita della Mayorga, ai tempi 25enne — fu fatta pedinare da un investigatore privato che registrò sul taccuino quanti bicchieri di vino beveva, il numero del certificato di matrimonio, le multe per divieto di sosta e il suo voto (per i democratici)".

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