Sport, 01 luglio 2018

“Non ho paura di morire, perché quel giorno riabbraccerò mio figlio”

Con queste parole, Cañizares, ex portiere del Valencia e della Spagna, ha ricordato il piccolo Santi, venuto a mancare a 5 anni lo scorso marzo per una malattia incurabile

BUENOS AIRES (Argentina) – La morte di un figlio è un’esperienza che un genitore non vorrebbe mai vivere nella propria vita. La vita stessa ti cambia da un momento all’altro e rialzarsi non è mai facile: lo ha provato sulla propria pelle anche Santiago Cañizares, ex portiere del Valencia, del Real Madrid e della Spagna.

Lo scorso marzo, infatti, l’iberico ha perso il figlio Santi, uno dei sei avuti con la moglie Maite Garcia, di 5 anni: una malattia incurabile ha stroncato la vita del piccolo.

L’ex portiere per la prima volta ha deciso di parlare e di raccontare tutte le sue emozioni a “Super Deportivo”, la trasmissione di “Radio Villa Trinidad” in Argentina: “Queste sono cose che non si credono possibili fino a quando non si vivono.
Santi era nato sano, ma a tre anni e mezzo, da un giorno all’altro, cominciò a stare male. Abbiamo lottato per 15 mesi, ma purtroppo era un tipo di malattia che non dà scampo”.

L’ex Real ha poi continuato: “La fede mi ha aiutato, sono cattolico e non credo ai castighi divini, ma penso che Dio ci possa voler dare delle lezioni importanti: forse da padre di una famiglia così numerosa avevo bisogno di una simile lezione di umiltà. Lotto ogni giorno per loro, ma non posso negare che convivo con un dolore enorme, che Santi mi manca tantissimo".

Infine, forse, la frase più toccante di tutte: “Ho sempre avuto timore della morte, ma adesso dico che quando succederà quel giorno sarò felice perché potrò riabbracciare Santi”.

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