I beneficiari dello Statuto S, in gran parte cittadini ucraini, potrebbero presto vedersi limitato l'accesso al permesso B. Il Consiglio degli Stati intende infatti limitare l'accesso al permesso di soggiorno per i beneficiari dello statuto di protezione S. Giovedì ha approvato, con 24 voti favorevoli e 11 contrari, un testo che stabilisce condizioni rigorose, proprio mentre i primi permessi B dovrebbero essere rilasciati nel marzo del prossimo anno. I titolari di un permesso S hanno infatti diritto al permesso B dopo cinque anni di permanenza in Svizzera. Tale permesso dovrà in futuro tuttavia rimanere provvisorio e decadere quando sarà revocato lo statuto S.
Il promotore della mozione, Damian Müller (PLR/LU), vuole negare il passaggio automatico al permesso B agli "ucraini che non sono integrati e non necessitano della protezione della Svizzera". Secondo Müller, occorre effettuare verifiche caso per caso per prevenire abusi. Il Consiglio federale si era espresso contro la proposta. Il ministro di Giustizia e Polizia Beat Jans ha sostenuto infatti che una simile procedura non sarebbe nell'interesse di nessuno in quanto comporta un onere eccessivo laddove la procedura dovrebbe essere semplice e rapida, ha spiegato. Invano. Il Consiglio nazionale deve ancora esprimersi in merito.
I senatori hanno invece respinto, con 20 voti contro 13, la mozione di Pirmin Schwander (UDC/SZ) che mirava a impedire semplicemente il passaggio automatico al permesso B per tutti i titolari di permesso S. Il Parlamento aveva già approvato una mozione di Esther Friedli (UDC/SG) che limitava la concessione del permesso S alle persone la cui ultima residenza si trovava in una regione dell'Ucraina occupata dalle truppe russe o interessata da combattimenti.









