A margine dell'Assemblea generale dell'ONU, il Presidente della Confederazione Guy Parmelin ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Dopo l'incontro, l'agenzia di stampa statale iraniana Fars News ha pubblicato su X un video che mostra Pezeshkian mentre consegna un libro a Parmelin.
Secondo l'agenzia, l'opera s'intitola "L'aiuto dell'America al popolo iraniano". Un titolo da interpretare in chiave ironica, dato che, stando alla descrizione fornita, il libro documenta invece i "crimini degli Stati Uniti contro il popolo iraniano, come le sanzioni, gli attacchi militari e l'assassinio di scienziati e comandanti iraniani".
Il libro rappresenta un dono particolarmente delicato, soprattutto perché la veridicità del suo contenuto è discutibile e il messaggio rischia di irritare gli Stati Uniti. Come gestisce il Consiglio federale questa situazione? Interpellato dal portale 20 Minuten, un portavoce del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), di cui è a capo Guy Parmelin, conferma che quest'ultimo ha effettivamente ricevuto un libro.
"Il Presidente della Confederazione Parmelin non ha preso posizione in loco", si legge nella dichiarazione. "Lo ha portato con sé a Berna, come avviene di consueto per i doni ufficiali", senza fornire ulteriori informazioni sul contenuto libro.
Il portavoce è stato più preciso riguardo al contenuto dell'incontro con Masoud Pezeshkian: "Si è discusso principalmente della possibilità e delle modalità con cui la Svizzera potrebbe contribuire al dialogo e al ripristino della fiducia tra Stati Uniti e Iran. Il presidente iraniano ha esposto il proprio punto di vista sul conflitto". Lo stesso Parmelin si è espresso sull'incontro tramite la piattaforma X, scrivendo di voler ribadire l'importanza dello scambio tra i Paesi e del ripristino della fiducia reciproca. Senza menzionare alcun regalo.










