Mondo, 03 luglio 2026

Emma, l’IA italiana finita in barzelletta

Presentata come alternativa italiana ai colossi stranieri, Emma-5 è stata sospesa dopo oltre 60’000 chat e una valanga di risposte sbagliate.

Prima il lancio in grande stile, poi la figuraccia pubblica. Emma-5, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Egomnia e presentato come contributo italiano alla “sovranità tecnologica”, è finito offline dopo pochi giorni. Sul sito ufficiale resta un messaggio eloquente: “Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5”.
 

L’ambizione era chiara: costruire un modello linguistico italiano, meno dipendente dai colossi americani e più vicino al contesto produttivo nazionale. Un obiettivo sensato, almeno sulla carta. Ma la prova pubblica ha mostrato una distanza imbarazzante tra la narrazione e il prodotto.
 

Gli utenti hanno iniziato a testare Emma con domande semplici, trabocchetti, calcoli elementari e richieste assurde. Le risposte sbagliate o senza senso sono finite rapidamente sui social. Screenshot, battute e meme hanno trasformato il progetto in un caso nazionale.
 


 

Egomnia ha spiegato che il rilascio aveva finalità sperimentali e che l’uso emerso non era pienamente in linea con gli obiettivi del test. La società ha quindi sospeso Emma-5 e annunciato la ricerca di tester per Emma-6. Resta il dato: oltre 60’000 chat in pochissimo tempo. L’interesse c’era. A mancare è stata la solidità. Anche tecnicamente il progetto va ridimensionato. Emma-5 non era un rivale dei grandi modelli internazionali: le specifiche circolate parlano di un sistema leggero, con circa 550 milioni di parametri. 

Fonte: Sky TG24

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