Svizzera, 22 giugno 2026

Sempre più stranieri utilizzano documenti falsi per ottenere permessi di soggiorno e prestazioni sociali

L'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC) lancia l'allarme per l'aumento degli abusi legati alla libera circolazione delle persone. Contratti di lavoro falsi, società di comodo e documenti europei contraffatti vengono sempre più spesso utilizzati per ottenere permessi di soggiorno in Svizzera, garantendo l'accesso al mercato del lavoro e, in alcuni casi, alle prestazioni sociali, come riporta il "NZZ am Sonntag".

Il fenomeno è ancora difficile da quantificare, ma il numero di casi rilevati è in continuo aumento. Secondo l'USDC lo scorso anno sono stati scoperti 1'456 documenti falsificati. Anche le autorità cantonali segnalano un'impennata di documenti falsificati, soprattutto provenienti dall'Europa orientale. Secondo Alexander Ott, co-presidente dell'Associazione svizzera dei servizi per i residenti, citato dal foglio zurighese, "Il numero di documenti che presentano segni di falsificazione che riscontriamo nel nostro lavoro quotidiano è in forte aumento". "Alcune persone acquistano carte d'identità europee false", afferma Dario Cellere, responsabile della sezione stranieri del canton San Gallo.



Le autorità riscontrano anche un elevato numero di "falsi lavoratori autonomi". Secondo l'ultimo rapporto della Confederazione sulle misure di accompagnamento, il 9% dei lavoratori autonomi europei controllati nel 2025 non soddisfaceva effettivamente i requisiti per essere considerati lavoratori autonomi. Questo tipo di sistema consente talvolta di eludere i contributi previdenziali o alcune leggi del mercato del lavoro.

La Segreteria di Stato per la Migrazione mette inoltre in guardia contro l'uso di carte d'identità europee false da parte di cittadini di paesi terzi. A San Gallo, Cellere spiega che alcuni migranti "acquistano carte d'identità europee false" e possono così ottenere rapidamente un permesso di soggiorno di tipo B della durata di cinque anni.

Il problema è tanto più preoccupante in quanto i controlli rimangono limitati. Un'indagine condotta lo scorso anno ha mostrato che solo un comune su quattro verifica sistematicamente l'autenticità dei documenti stranieri presentati con le domande di permesso. Per rafforzare questa prima linea di difesa, l'Associazione svizzera dei servizi per i residenti sta lanciando un kit di controllo per i comuni. Questo kit include una lampada UV, una lente d'ingrandimento e l'accesso a un database basato sull'intelligenza artificiale per la verifica dell'autenticità di carte d'identità e passaporti. Anche le autorità federali stanno lavorando per rafforzare i controlli.

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