Negli ultimi anni il tema dell’energia è diventato sempre più centrale per famiglie, imprese e Comuni. Bollette che aumentano, costi sempre più difficili da sostenere e crescente preoccupazione per il futuro energetico stanno mettendo sotto pressione anche il Ticino. Eppure una domanda diventa inevitabile: com’è possibile che un Cantone alpino come il nostro, ricco di acqua e produzione idroelettrica, continui a vedere aumentare così fortemente i costi per cittadini e aziende?
Il Ticino dispone di risorse naturali strategiche e da decenni contribuisce in modo importante alla produzione energetica svizzera. Prendiamo anche l’esempio della Società Elettrica Sopracenerina (SES), che negli ultimi anni ha annunciato aumenti tariffari importanti per numerose economie domestiche ticinesi. E allora la domanda diventa inevitabile: qual è il reale vantaggio per il cittadino che vive in un territorio produttore di energia?
Perché oggi la sensazione diffusa è che le regioni alpine sopportino impianti, vincoli, infrastrutture e impatti territoriali senza però beneficiare concretamente di condizioni energetiche più favorevoli. Anzi, spesso anche chi vive vicino alle grandi produzioni idroelettriche continua a vedere aumenti costanti delle tariffe. Possibile che nei territori dove si produce energia non esista nemmeno un reale sgravio per cittadini e imprese locali? Dopo acqua, dighe, infrastrutture e rincari, arriveremo forse un giorno a pagare anche l’aria pulita delle nostre valli?
Ed è proprio qui che la politica dovrebbe aprire una riflessione seria. Non sarebbe forse il momento di garantire maggiori benefici ai territori che producono energia? La transizione energetica sarà una delle grandi sfide dei prossimi anni. Ma questa transizione non può trasformarsi soltanto in nuovi costi per cittadini e imprese. Perché il Ticino non può continuare a produrre energia senza riuscire a garantire ai propri cittadini una reale sostenibilità energetica.
Patrizio Farei, Municipale di Faido





