Ticino, 13 maggio 2026

Cassa malati: “spacchettare” è doveroso

Per mesi si è tentato di far passare per scelta democratica ciò che invece è tatticismo da quattro soldi: infilare nello stesso calderone le due iniziative popolari sui premi di cassa malati, quella della Lega e quella del PS. Eppure questa manovra appariva fin dall’inizio per quello che è: un espediente politico del governo cantonale per rallentare tutto e, possibilmente, affossare entrambe le proposte.
 

Ora, finalmente, nel Gran Consiglio sembra emergere una maggioranza favorevole allo “spacchettamento”. Una presa di coscienza tardiva, ma necessaria. Del resto, le due iniziative popolari hanno in comune ben poco, se non la data di votazione. Per contenuti, obiettivi, modalità di applicazione e sostenibilità finanziaria, si tratta di due testi completamente diversi. Continuare a invocare una presunta “parità di trattamento” è solo un alibi: non si può trattare allo stesso modo ciò che uguale non è.
 

Come prevedibile, la sinistra protesta. A suo dire, separare i percorsi parlamentari aprirebbe una corsia preferenziale per l’iniziativa leghista. E allora? È del tutto logico che la proposta della Lega abbia la precedenza, per una ragione molto semplice: è finanziariamente sostenibile e semplice da applicare.
 


Non si tratta di creare iniziative popolari di serie A e di serie B. Semplicemente, ci sono proposte che sono realistiche mentre altre… molto meno. E queste “altre” non devono diventare la scusa per affossare ciò che è attuabile. Perché altrimenti sì che si calpesterebbero i diritti popolari.
 

I rossoverdi, per farsi campagna elettorale, hanno venduto fumo ai ticinesi. Hanno tentato di far credere che fosse possibile moltiplicare i sussidi di cassa malati come i pani e i pesci della parabola biblica, senza che ciò imponesse una vera e propria rapina fiscale ai danni del ceto medio. Adesso i nodi vengono al pettine. Come è doveroso che sia.
 

Per questo lo spacchettamento è un atto di correttezza democratica. Chi ha presentato una proposta seria ha il diritto di vederla applicata in tempi brevi. Non deve andarci di mezzo perché altri hanno promosso iniziative ideologiche per “posizionarsi politicamente”. L’iniziativa “del 10%” della sinistra va finalmente presa per quello che è: un tentativo di “ridistribuzione del reddito” a spese del ceto medio.
 

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

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