Svizzera, 26 dicembre 2020

Chiede asilo in Svizzera poichè "socialista"

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto il ricorso presentato dallo studio legale Ravi di Lugano per conto di un cittadino turco che aveva chiesto asilo politico in Svizzera poiché “socialista”.
 
L’uomo, di etnia curda, è entrato illegalmente in Svizzera il 7 luglio 2020 e lo stesso giorno ha presentato una domanda d’asilo presso il centro di registrazione di Chiasso. Ha raccontato di avere subito delle pressioni in patria dopo “essersi avvicinato alle idee socialiste e al Partito della Libertà e della Solidarietà (ÖDP)”.

Tra i vari “soprusi” subiti, sarebbe stato “fermato dalle forze dell’ordine e costretto ad ammettere di aver imbrattato un muro”, avrebbe “subito percosse” e avrebbe “subito dei controlli” all’università, “in quanto membro degli oppositori dell’ÖDP”. Sarebbe quindi fuggito dalla Turchia, sempre stando al suo racconto, dopo aver sentito delle persone
inveire contro il comunismo e persino degli spari. Temendo per la propria incolumità, è quindi espatriato.

 Ma non basta essere socialista per ottenere lo statuto di rifugiato in Svizzera. La SEM ha ritenuto “irrilevanti” i motivi d’asilo addotti dall’uomo. E così pure il TAF, che nella sentenza pubblicata in questi giorni scrive che “nel contesto turco la sola appartenenza ad un partito legale così come la partecipazione ad attività organizzate da tali raggruppamenti non giustifica un timore fondato di esposizione a persecuzioni con rilevanza per l’asilo”.

“Lo scopo dell’asilo – ricorda ancora il TAF - non è quello di garantire protezione a tutte le vittime di ingiustizie, ma solo a coloro che hanno subito una violazione della loro libertà o integrità fisica di una certa intensità”. Il ricorso presentato dallo studio legale Ravi è quindi stato respinto e le spese giudiziarie di 750 franchi poste a carico del ricorrente.

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