Ticino, 01 ottobre 2020

Negati gli atti ai cinque procuratori. Ma come fanno a difendersi?

Colpo di scena nel caso dei cinque procuratori pubblici bocciati dal Consiglio della Magistratura. L’aspetto clamoroso – riporta Liberatv – è che i cinque pp non potranno accedere agli atti dove figurano le motivazioni che hanno portato al preavviso negativo. Il motivo? Lascia senza parole.

Il CdM – scrive il portale – ha negato l’accesso ai diretti interessati in quanto i dossier sono ritenuti “segreti”. Si tratta, in sostanza, di semplici preavvisi e non di giudizi definitivi.

L’eventuale riconferma dei Magistrati spetta al Gran Consiglio, chiamato a valutare anche l’inaudità severità dei giudizi firmati dal CdM, riassunti qui
di seguito: “Mostra atteggiamenti intemperanti…. Denota una mancanza di equilibrio nel giudizio personale che può costituire un pericolo per l’mputato e causare danni all’ente pubblico… Ha avuto comportamenti poco trasparenti verso la dirigenza del Ministero pubblico... È stata rilevata una sua insufficiente presenza in ufficio…. Non ha dato alcun segnale di volersi mettere in discussione… Appare insicuro e poco autorevole. Ha un approccio poco dinamico e remissivo nell’affrontare il carico di lavoro…”.

La domanda che sorge spontanea è: come potranno difendersi i cinque pp se non possono sapere di cosa sono “accusati?”.

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