Svizzera, 06 maggio 2020

Il coronavirus crea preoccupazione sui posti di lavoro

Un lavoratore su cinque teme il licenziamento in relazione alla crisi coronavirus. Lo rivela un sondaggio effettuato dalla società di consulenza internazionale Deloitte a cui hanno partecipato 1’500 lavoratori dai 16 ai 64 anni.

Il 63% degli intervistati ha visto deteriorarsi le condizioni di lavoro. Più della metà (il 54%) si è visto ridurre la percentuale di impiego, il 24% ha dovuto anticipare le ferie e il 2% è stato licenziato durante le prime settimane di emergenza.

Commentando i risultati, gli esperti di Deloitte ritengono che gli interventi più duri sono stati adottati nei settori più colpiti dalla crisi: quello della ristorazione e del turismo.
 

“La crisi – ripetono le autorità nei tradizionali appuntamenti con la stampa

– non è però superata”. Motivo, questo, crea preoccupazione e incertezza tra i lavoratori. Il 12% dei partecipanti al sondaggio ritiene il licenziamento “piuttosto probabile”, il 7% “molto probabile”.
 

“Le aziende – dice il CEO di Deloitte – dovrebbero prendere sul serio questo aspetto e comunicare in modo trasparente ai propri dipendenti gli effetti concreti della crisi”.
 

Non se la passano meglio, di certo, gli indipendenti. Il 18% di questi è stato costretto a chiudere l’attività, il 21% ha visto i ricavi crollare a zero e il 38% ha più che dimezzato il fatturato. Quasi l’80% degli indipendenti ha affermato che “il coronavirus ha comportato esclusivamente conseguenze negative”.

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