Sport, 31 gennaio 2020

“La classifica la guardo sempre: sarà una lotta! La mancanza del gol? È un problema”. Il Fazzini pensiero

L’attaccante del Lugano ha parlato al termine della sfida determinante vinta dai bianconeri questa sera contro il Davos per 5-3

LUGANO – Era una vittoria da dover centrare, visto che ancora una volta i risultati delle altre piste sono stati favorevoli al Lugano. Era un successo da centrare, per poter restare padroni del proprio destino a 8 giornate dalla fine. Erano 3 punti da cogliere a tutti i costi e il Lugano, pur sudando in maniera importante dopo un primo tempo davvero complicato, è riuscito ad avere la meglio del Davos (5-3).

Quella colta questa sera alla Vaillant Arena è stata una vittoria di quelle che davvero possono pesare e possono dire molto in ottica qualificazione ai playoff. Una vittoria di squadra, una vittoria che il Lugano poco più di un mese fa, ovvero prima dell’avvento di Pelletier, difficilmente avrebbe colto. “Nel primo tempo non eravamo in partita, ma abbiamo disputato il secondo miglior tempo della stagione che ci ha permesso di tornare in partita – ha sottolineato Luca Fazzini – La squadra ha mostrato carattere. Siamo stati anche in grado di gestire il vantaggio, prima di chiuderla: ora prepariamoci per Bienne. Sarà un big match”.

A 8 partite dalla fine siete a -1 dai Seelanders, a +4 sul Langnau, a +6 sull’Ambrì e a +8 su Friborgo e sul Berna: davvero la classifica non va guardata?
Io personalmente la guardo tutti i giorni. Siamo tutti vicini, sarà una lotta fino alla fine perché abbiamo alcune partite in più rispetto ad alcune squadre, ormai quest’anno il calendario è strano. Anche per questo Bienne sarà una delle partite più importanti della stagione: c’è bisogno di una prova importantissima, così come abbiamo già fatto in trasferta vincendo in alcune delle piste più complicate del campionato.

Il Davos arrivava dalla sfida di ieri e poteva essere stanco. L’impressione in realtà è che abbiate pagato più voi la pausa forzata di una settimana…
È esattamente così. Quando sto fermo per una settimana per me è più difficile: ti alleni, ma non giochi. Ti manca il ritmo partita e poi magari ti trovi di fronte un Davos che mette intensità e velocità. Abbiamo sofferto questo aspetto, ma siamo stati bravi a reagire mostrando quello che stiamo facendo in questo periodo anche durante la settimana. Questa è la via giusta!

Rispetto a un mese fa sembra davvero un altro Lugano…
Penso proprio di sì. La forza l’abbiamo trovata in alcune vittorie in trasferta, come a Ginevra e a Zurigo. Dopo quei successi abbiamo capito, e ci siamo detti, che possiamo battere chiunque. In questo momento la squadra gira bene, possiamo contare su quattro linee che riescono a portare energia e a segnare: è una cosa positiva.

In questo momento ciò che conta è la squadra, ma quanto ti rode non riuscire a trovare la via della rete da così tanto tempo?
Ora in primis c’è la squadra, ma non posso dire che non mi rode. Il disco non entra… cerco di aiutare la squadra in fase difesiva… in attacco le occasioni le ho, ma non riesco a segnare. A volte sento che non riesco ad aiutare la squadra, perché non riesco a mettere il disco dove lo mettevo a inizio stagione. In primis c’è la squadra, continuerò a pattinare in fase difensiva, ma non segnare per me è un problema…

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