Sport, 30 settembre 2018

Lugano, per Abascal è il momento della verità

Oggi contro il Basilea i bianconeri disputeranno un match fondamentale non solo per la loro classifica, ma anche per il futuro del loro allenatore ormai appeso a un filo

LUGANO – Dici Basilea… e già tremi. Poi guardi i risultati ottenuti fin qui in Svizzera e in Europa e un po’ più di serenità pervade la mente: dalle parti di Cornaredo si augurano che anche i giocatori del Lugano siano più tranquilli, ma allo stesso tempo concentrati, all’idea di affrontare i renani oggi pomeriggio.

C’è da cancellare la terribile prova di Neuchâtel, quando i ticinesi non hanno praticamente mai visto la palla, hanno tirato una sola volta in porta e hanno subìto una sconfitta dolorosissima, ma c’è anche da salvare il posto di Guillermo Abascal. Il tecnico è ormai appeso a un filo, il suo posto sulla panchina bianconera è sull’orlo di svanire, anche perché con Renzetti non c’è sintonia: c’è forse stata nelle prime settimane quando, dopo l’esonero di Chiasso è stato accolto a braccia aperta, ma è svanita quasi subito.

Lo spagnolo vuole dare un gioco alla sua squadra, e per farlo ha bisogno di tutti gli interpreti, vuole creare un’idea di palleggio e di ariosità in mezzo al campo, ma per fare questo ci vuole tempo. Il presidente, invece, convinto di aver messo a disposizione del suo tecnico la rosa più forte degli ultimi anni, vuole risultati, vuole salire in classifica, vuole far fruttare i milioni investiti per riceverne altri con la qualificazioni per le coppe europee.

Serve quindi una reazione di gruppo, di collettivo, di Squadra, anche se, ovviamente, trovare il Basilea non è esattamente la cosa più comoda e semplice, ma questo Lugano spesso ha stupito un po’ tutti.

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