La guerra ideologica contro gli automobilisti prosegue. L’ultima pensata dei burocrati bernesi? Introdurre il limite di 80 km/h in autostrada per far fronte alla presunta carenza di carburante. Peccato che nemmeno si sappia quanto carburante si risparmierebbe effettivamente. Ancora una volta, l’obiettivo reale è perseguitare gli automobilisti per motivi ideologici e fare cassetta con i radar.
La proposta si inserisce nella “tattica del salame” mirata a generalizzare gli 80 all’ora in autostrada: basti pensare al progetto dell’USTRA di imporre questo limite sull’intera tratta ticinese dell’A2 nelle ore di punta a partire dal 2030 e ai già famigerati 80 km/h contro le polveri fini.
Ma, se il limite viene imposto per risparmiare carburante o ridurre le polveri fini, le auto elettriche, che non consumano benzina e non producono polveri fini, saranno esentate?
La generalizzazione degli 80 km/h avrebbe inoltre conseguenze deleterie: sposterebbe parte del traffico, soprattutto quello parassitario dei frontalieri, sulla rete viaria cantonale e comunale.
La velocità massima in autostrada andrebbe semmai aumentata. Certamente non ridotta. In Italia il limite generale è già di 130 km/h e un progetto di legge lo vuole portare a 150 su alcune tratte. In Svizzera, un’iniziativa parlamentare per introdurre i 130 all’ora è stata respinta dalla Commissione dei trasporti del Nazionale per soli due voti di scarto. La discussione arriverà in Parlamento: vedremo come andrà a finire.
Ma la penalizzazione dell’automobile non si ferma alla velocità. Gli automobilisti finanziano interamente il FOSTRA (Fondo per le strade nazionali), tramite i balzelli sui carburanti, con miliardi di franchi ogni anno. Eppure in Consiglio nazionale la maggioranza, seguendo i Verdi, vuole aumentare il prelievo dal FOSTRA destinato ai programmi d’agglomerato: quelli che finanziano piste ciclabili, pedonalizzazioni, cancellazioni di posteggi, zone a 20 km/h, e chi più ne ha più ne metta. In sostanza, si vorrebbero utilizzare sempre più soldi degli automobilisti per finanziare interventi contro gli automobilisti medesimi.
I conti, del resto, non tornano nemmeno sul fronte degli investimenti contemplati dal progetto “Trasporti 45” del Consiglio federale. Mentre per la ferrovia sono previsti oltre 8 miliardi fino al 2045, per l’ampliamento della rete stradale gli investimenti effettivi si fermano a 1,6 miliardi. E questo nonostante il traffico individuale motorizzato versi ogni anno oltre 13 miliardi di franchi tra imposte e tasse, con un grado di copertura dei costi superiore al 150%.
La strada è un servizio pubblico indispensabile. Spostarsi in macchina non è un capriccio. E l’automobilista non è un soggetto vizioso da sanzionare e “rieducare” svuotandogli il borsello.
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi









