Una Lamborghini, una casa in Florida e un conto pesantissimo per le FFS. Secondo quanto riferisce Tio, riprendendo i giornali di CH Media, un ex responsabile di reparto avrebbe sottratto circa nove milioni di franchi tra il 2007 e il 2024. Il denaro sarebbe transitato attraverso società a lui riconducibili, grazie a fatture per ordini fittizi. Tra gli acquisti figurerebbero tredici veicoli, compresa una Lamborghini da 400’000 franchi, e un immobile negli Stati Uniti.
Il punto più scomodo riguarda i controlli: secondo la ricostruzione giornalistica, la contabilità verificava che fornitore, numero d’ordine e importo corrispondessero. Un meccanismo che non avrebbe impedito il pagamento delle fatture contestate. Come ha potuto un sistema simile durare tanti anni senza essere fermato?
Le FFS riconoscono esse stesse quanto sia sconcertante che un caso di questa gravità sia rimasto inosservato così a lungo. L’azienda afferma di avere avviato accertamenti interni e sporto denuncia dopo i primi sospetti, licenziando immediatamente il dipendente nel 2024. Annuncia inoltre verifiche sulle debolezze dei controlli e misure correttive. Richiama le disposizioni anticorruzione, la formazione obbligatoria e il canale riservato per le segnalazioni. Strumenti che, evidentemente, in questo caso non sono bastati a far emergere prima i fatti contestati.
Il processo inizierà il 27 ottobre davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona. Con l’ex dipendente compariranno altri quattro imputati. Il calendario ufficiale indica un danno contestato superiore a cinque milioni di franchi per fatti compresi fra aprile 2011 e novembre 2024. Le FFS partecipano come accusatrice privata. Sarà il dibattimento a stabilire le responsabilità penali; resta già aperta la questione aziendale: quali verifiche mancavano e chi doveva accertare che alle fatture corrispondessero prestazioni reali?










