Opinioni, 24 agosto 2018

In che mondo vivono la SECO e l’IRE?

È notizia di oggi sul Corriere del Ticino dei nuovi dati diffusi dalla SECO (Segreteria di stato dell’economia) secondo cui la disoccupazione in Ticino sarebbe al 2.5%.

Dato statistico completamente in contrasto coi dati delle persone in assistenza, le quali risultano essere al 20 di luglio oltre 8'000 (8'291 per l’esattezza) con un aumento di 173 persone rispetto al dato precedente (+2.1% rispetto al mese precedente).

In Ticino abbiamo quindi un continuo aumento di casi di persone in povertà e a rischio povertà e gli ultimi due casi di persone trovate a dormire nel tunnel di Besso e su una panchina sul lungolago di Lugano sono li a dimostrarlo.

Spesso la SECO e in particolare l’IRE (Istituto di Ricerche Economiche dell’USI) si sono dimostrati inaffidabili e incapaci di rappresentare e comprendere davvero la situazione del mercato del lavoro in Canton Ticino: una situazione dove continua ad aumentare la pressione sui salari e il numero di frontalieri continua a crescere a discapito dei lavoratori ticinesi (residenti e svizzeri) che spesso una volta scadute le indennità di disoccupazione si ritrovano ancora senza lavoro e costretti a far ricorso all’assistenza per vivere “dignitosamente”.

Il mio auspicio è che si vada a votare il prima possibile in merito all’abolizione della libera circolazione delle persone e che si prendano delle misure concrete per contrastare i continui abusi nel mercato del lavoro come ad esempio concedere incentivi fiscali per le aziende che investono nel nostro Cantone e che assumono residenti e svizzeri dandogli il giusto salario.


Gianluca Ricci
Consigliere Comunale Vacallo
Giovani Leghisti del Mendrisiotto

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