Il sindacalista Unia attacca l’OCST, Borelli stempera i toni: “Ognuno pensi al proprio lavoro, la battaglia più importante è quella in difesa dei cittadini”

Il sindacalista Unia attacca l’OCST, Borelli stempera i toni: “Ognuno pensi al proprio lavoro, la battaglia più importante è quella in difesa dei cittadini”

Si stava per creare un piccolo caso diplomatico tra Unia e OCST. Il sindacalista UNIA, nonché vicepresidente PS, Fabrizio Sirica aveva infatti attaccato il sindacato cristiano di essersi sottomesso all’AITI di Regazzi sulla votazione della Riforma III delle imprese, bocciata dal popolo svizzera e alla quale l’OCST aveva dato come indicazione la libertà di voto (per saperne di più clicca qui).

I vertici OCST avevano respinto duramente le accuse:

“Quello di Sirica è un commento da marketing sindacale di chi non vede o non vuol vedere la realtà delle cose. TravailSuisse, l’associazione mantello dei sindacati cattolici in Svizzera, ha infatti invitato a votare no. Solo qui in Ticino, dopo aver dibattuto sul tema con il professor Bernasconi e viste le legittime posizioni contrapposte, abbiamo preferito lasciare libertà di voto. Questa è democrazia e fare le cose in modo serio, non facciamo i diktat come altri sindacati. Personalmente ero contrario alla riforma, ma ho compreso e rispettato le opinioni diverse dalla mia. Peraltro sugli altri due referendum eravamo molto più profilati rispetto ai compagni Unia, quindi direi che non abbiamo bisogno di prendere lezioni di nessuno”.

A stemperare i toni il segretario del sindacato UNIA Enrico Borelli:

Abbiamo rilasciato comunicazioni ufficiali dove non prendiamo alcuna posizione in merito riguardo alle indicazioni di OCST. Personalmente non mi permetterei mai di commentare ed esprimere opinioni su altre sigle sindacali. Anche perché è un non-problema: la vera lotta non è tra sindacati ma sui diritti dei lavoratori. Il governo ticinese prenda atto della volontà popolare, che ha chiaramente fatto capire di non volerne più sapere di  politiche fiscali a esclusivo interesse dei grandi gruppi e degli azionisti e che non rispettano il principio dell’equità fiscale, prosciugando così le casse pubbliche e imponendo sacrifici alla collettività. Non si pensi di aggirare la volontà popolare sfruttando il federalismo fiscale, come sindacato porremo molta attenzione sulle prossime mosse del governo”.

 

MS