“Una signora chiede a tre donne di togliersi il burqa perché contro la legge ticinese. Ma per risposta…”

“Una signora chiede a tre donne di togliersi il burqa perché contro la legge ticinese. Ma per risposta…”

A circa un anno dall’introduzione del divieto di dissimulare il volto nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, i risultati sono decisamente soddisfacenti e chi temeva una ricaduta in ambito turistico ha dovuto ricredersi. Le turiste arabe che indossano teli coprenti come il niqab si sono adeguate alle nostre leggi, come noi ci adeguiamo alle loro quando ci rechiamo nei loro paesi. Si sono così rivelati infondati i timori di perdere qualche gruzzoletto proveniente dai turisti del Golfo, come pure le critiche di certi operatori turistici, che in passato avrebbero davvero fatto meglio ad evitare commenti poco edificanti.

Eppure qualche eccezione c’è stata, come l’ormai tristemente nota neoconvertita fondamentalista Nora Illi, sponsorizzata dall’algerino Nekaz, che ostenta illegalmente il suo straccio coprente. È un caso abbastanza patetico e non merita
altri commenti.

Diverso quanto accaduto martedì scorso, nel centro di Lugano, in via della Posta, dove a tre persone con il volto coperto dal niqab (che lascia intravvedere solo gli occhi) è stato cortesemente segnalato con un cenno di togliere il velo dal volto da una signora di passaggio. Questa è stata praticamente derisa e una delle tre si è addirittura permessa di fare il segno della vittoria “V”, con le due dita.

Verosimilmente le tre persone non erano turiste e altrettanto verosimilmente capivano molto bene l’italiano, quindi il loro comportamento era un’aperta violazione ad una disposizione di legge. Simili atteggiamenti vanno denunciati, senza alcun timore.

IRIS CANONICA