Marsiglia controllata dagli islamici: i socialisti ora chiedono l’intervento dell’esercito

Marsiglia controllata dagli islamici: i socialisti ora chiedono l’intervento dell’esercito

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Marsiglia è fuori controllo e lo è così tanto che giornali, tv ed esperti parlano di possibile guerra civile ed evocano addirittura il rischio di una nuova battaglia di Algeri, l’episodio clou del conflitto che costò alla Francia 40.000 morti e agli algerini almeno 300.000. A scatenare il dibattito è stata la proposta di spedire l’esercito a riportare l’ordine in una metropoli i cui quartieri settentrionali, ad altissima densità di immigrazione, sono da mesi luogo di violenze, sparatorie, attentati e regolamenti di conti tra bande di spacciatori che non lesinano l’uso di armi da guerra.

Una situazione a lungo denunciata da Marine Le Pen, ma sempre negata dalla sinistra che però ora teme il disastro e tenta di intervenire anche e soprattutto perché i sondaggi dicono che tutta la nazione guarda al caso marsigliese col terrore che possa propagarsi. Si teme dunque che la reazione alle prossime elezioni potrebbe essere un voto di massa al Fronte Nazionale.

Non per caso la prima a chiedere l’invio delle truppe è stata la senatrice socialista Samia Ghali, sindaco disperato dell’ottavo settore cittadino che ha detto: “non serve a niente inviare una macchina della polizia per arrestare gli spacciatori. Ne arrestano 10 e altri 10 li rimpiazzano. E’ come combattere un formicaio: oggi di fronte all’uso di armi da guerra non c’è che l’esercito come soluzione per disarmare le bande e bloccare l’accesso ai clienti come in tempo di guerra con i posti di blocco”.

Una posizione isolata, secondo il governo, ma non è così perché alla senatrice son seguite le dichiarazioni simili del deputato socialista Mennucci e quelle del sindaco di Sevran che addirittura ha chiesto “una presenza di truppe 24 ore al giorno con una funzione di interposizione tra le bande al fine di evitare i rischi di proiettili vaganti e di conseguenti tragedie”. Un linguaggio da zona di guerra che i palazzi del potere centrale rifiutano, ma che la gente percepisce come fondato visto che i sondaggi appena pubblicati dicono che il 57% dei francesi pensa che debbano scendere in campo i soldati.

Una figura barbina per il presidente socialista Hollande che proprio mentre si atteggia a “poliziotto internazionale” e minaccia l’intervento armato in Siria, viene indirettamente accusato dai suoi stessi compagni di partito di non essere in grado di mantenere l’ordine nel cortile di casa. E, come se non bastasse, lo schiaffo più sonoro gli è arrivato da vicinissimo visto che l’ultima a dirsi favorevole all’intervento militare è stata nientemeno che Ségolène Royal, ex candidata socialista alla presidenza della repubblica e sua ex moglie che ha detto:”visto che c’è una disseminazione di armi da guerra, perché non pensare ad una collaborazione tra la polizia e l’esercito per confiscarle e distruggerle?”.

Se uno non sapesse di cosa discute penserebbe si riferisca alla Siria, invece parla di Marsiglia e l’ex marito e compagno di partito, oggi presidente, non apprezza per niente facendo sapere che non se ne parla perché: ”l’esercito non ha questi compiti e la gendarmeria (militare) è già presente in alcune zone a fianco della polizia”. A quanto pare però non basta visto che i giornali raccontano di una Marsiglia nord dove di notte le forze dell’ordine non osano avventurarsi e di giorno fanno quel che possono, cioè non abbastanza.

La verità è che i militari in Francia vengono già utilizzati per pattugliare porti, aeroporti, e stazioni (dove sempre più spesso si verificano episodi simili agli assalti alla diligenza stile far west), ma il loro dispiegamento in una zona “sensibile” come Marsiglia viene considerato rischiosissimo per via della composizione sociale dei cosiddetti quartieri a rischio.
Lo spiega in maniera evocativa Le Figaro che scrive:” l’ultima città francese dove i paracadutisti sono stati usati per riportare l’ordine si trovava dall’altro lato del Mediterraneo. Chi oserebbe resuscitare a Marsiglia i fantasmi della battaglia di Algeri?”

Ancor più direttamente il Nouvel Observateur titola: “inviare i soldati significa desiderare la guerra civile in Francia”. Guerra civile? E quali sarebbero le fazioni? Lo spiega il sociologo Dubet che nota: “mandare l’esercito nei quartieri di Marsiglia oggi, Roubaix e Saint Denis domani, equivale a identificare gli abitanti come nemici e significa anche, agli occhi di molti, che il nostro paese repubblicano invia le sue truppe contro dei musulmani poveri”. Ecco dunque il punto e l’articolo continua:”Perché allora non aver votato direttamente per Marine Le Pen? E come immaginiamo che si comporteranno queste persone che si trovano definite nostre nemiche?”.

Ecco allora spiegato l’incubo della battaglia di Algeri, che poi significa ribellione e guerriglia cittadina tra coloni e colonizzati, solo che qui non si capisce più bene chi sono gli uni e gli altri e le parti sembrano talvolta rovesciate. Tutto come avevano previsto anni fa i migliori strateghi francesi a partire dal famosissimo (e inascoltato) generale Gallois che disse che la Francia sarebbe finita in un gorgo di guerriglie intraurbane cui non era preparata e da cui sarebbe uscita malissimo, come malissimo uscì dalla guerra d’Algeria.

Paradossalmente la più tranquilla e la più contraria all’uso dell’esercito è proprio la tanto evocata Marine Le Pen che sta sulla rive del fiume e dice:”Non ci hanno mai voluto ascoltare e adesso hanno perso il controllo. Non servono i soldati, bastano poteri veri alla polizia, leggi severe e la volontà del governo di farle rispettare senza eccezioni e zone franche”. Un discorso che per Hollande è forse più inaccettabile che quello di chi invoca paracadutisti e Legiona Straniera.

Max Ferrari