Sport, 07 dicembre 2018

“Il derby? Potrebbe finalmente essere il punto di svolta. E quel gol di Vauclair nel 2006 alla Valascia…”, parla Alessandro Chiesa

Il capitano del Lugano presenta il caldo weekend ticinese quando nel breve volgere di 24 ore si disputeranno due stracantonali: “Siamo arrabbiati e per questo a volte perdiamo lucidità”

LUGANO – Facendo un passo indietro di pochi mesi, quando Zurigo e Lugano si contendevano lo scettro di campione svizzero, si fa davvero fatica a credere a quanto la classifica del campionato di LNA dica in questo momento: i Lions sono ottavi, i bianconeri addirittura decimi, a 3 punti dai campioni in carica. Eppure la graduatoria non mente e mette in evidenza i limiti e i difetti del collettivo sottocenerino che non riesce assolutamente a vincere in trasferta – un solo successo, colto a Davos, a fronte di 9 KO – e che in casa ha ceduto il passo al Bienne nello scorso fine settimana.

Insomma, non è certo un buon momento quello che si sta vivendo dalle parti della Cornèr Arena, ma i derby che si giocheranno tra questa sera e domani potrebbero anche rappresentare la classica sliding-door della stagione, come confermato anche dal capitano dalla truppa di Ireland, Alessandro Chiesa: “In ballo ci sono punti pesanti, non solo perché sono due partite contro l’Ambrì, ma soprattutto per la classifica. Potrebbe finalmente essere il punto di svolta della stagione, perché vincerli entrambi ci darebbe una grande carica emotiva e tanta fiducia, ma davvero dobbiamo pensare solo a quello casalingo… al successivo della Valascia ci penseremo da venerdì notte in poi”.

Tutto giusto, Alessandro, ma è innegabile che il fattore mentale non vi aiuti in questo momento, vista la classifica. In caso di doppia sconfitta… c’è il rischio di una vera crisi?
Non ci voglio neanche pensare, noi vogliamo vincerli entrambi. È chiaro che perdere due derby consecutivi potrebbe fare davvero male…

Come te lo spieghi il momento complicato che state vivendo? Spesso sembrate un’altra squadra rispetto a quella ammirata nello scorsa primavera…
Non posso negarlo, sembrano parole fatte, ma davvero in questo momento non riusciamo a tenere la concentrazione e il medesimo livello di gioco per 60’: a volte ci dimentichiamo di giocare per 10’ e le partite ci sfuggono di mano. È inammissibile tutto questo e abbiamo lavorato molto in questo periodo su quest’aspetto, perché le partite si possono vincere e anche perdere, ma devi sempre dare il 100%.

Parole da capitano, parole anche dure ma giuste… anche perché quando giocate il vostro hockey…
Quando giochiamo da Lugano, uscendo bene dal terzo, col timing giusto, con la circolazione del disco, con la giusta energia, col gioco difensivo che risponde in maniera perfetta e la testa libera mettiamo in difficoltà tutte le squadre e mostriamo il nostro vero volto. È proprio così…

Siete preoccupati dalla situazione che state vivendo? Siamo a dicembre e siete decimi, incassate penalità per reazioni banali…
Più che preoccupati, a parte per la classifica perché essere decimi non è normale per noi, è più una sensazione di rabbia! Conosciamo le nostre potenzialità, sappiamo quanto valiamo e vorremmo cambiare le cose subito… e di conseguenza eccediamo, magari incassando penalità che non avremmo mai preso.

Per reagire, per trovare la strada giusta, il derby potrebbe essere la partita perfetta. Qual è il tuo ricordo più bello in una sfida con l’Ambrì?
Quello indelebile, quello che non mi toglierò mai dalla testa è legato alla rete di Vauclair in gara-4 dei quarti di finale dei playoff del 2006. Io ero il settimo difensore, quindi ero in panchina, ma quel momento, quella vittoria resterà sempre dentro di me. Il Ticino era paralizzato, quella serie di playoff accentrava tutte le attenzioni del Cantone, eravamo sotto 0-3 e rischiavamo di essere eliminati alla Valascia… è indescrivibile quello che ho vissuto e poi ci lanciò verso il titolo.

E quello più brutto?
Sicuramente lo 0-6 incassato alla Resega con i quattro gol di Westrum: era il 2008. Già perdere un derby è brutto, farlo in casa propria ancora di più, se poi subisci sei reti…

Con i due derby si chiuderà anche la settimana dell’addio di Hofmann: come l’avete vissuto in spogliatoio?
Chiaramente dispiace, perché Greg è davvero un amico e fa male sapere che andrà via. Ma questo è l’hockey, siamo professionisti e aveva il diritto di fare la sua scelta e tutti dobbiamo rispettarla, anche perché fino alla fine darà tutto se stesso, su questo i tifosi possono starne certi.

A proposito di tifosi, ti aspetti qualche fischio per lui questa sera?
Non credo e spero di no, non sarebbe giusto. Chiaramente in tanti saranno dispiaciuti di non averlo più nella propria squadra l’anno prossimo, ma va rispettato e dovranno acclamarlo perché cercherà anche lui di portare in alto il Lugano fino ad aprile.

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