Sport, 20 novembre 2018

Un Lugano tutto cuore e coraggio sfiora l’impresa: è fuori dalla Champions Hockey League

In vantaggio per 3-1 e 4-3, i bianconeri non sono riusciti a contenere il ritorno del Frölunda capace di imposti per 5-4 grazie alla rete decisiva dell’ex Berna Lash. I ragazzi di Ireland hanno dato prova di essersi ritrovati

GÖTEBORG (Svezia) – Reduce da una settimana non propriamente esaltante, viste le due sconfitte subite ai rigori al cospetto dell’unica affermazione ottenuta in casa in campionato, il Lugano questa sera tornava in pista per giocarsi l’accesso ai quarti di finale di Champions Hockey League. Per farlo i bianconeri avevano un imperativo: vincere sul complicato ghiaccio di Göteborg, affrontando il temibilissimo Frölunda. Nel match di andata, terminato 1-1 alla Cornèr Arena, gli svedesi misero in difficoltà Chiesa e compagni che, anche grazie alle grandi parate di Merzlikins, restarono a galla fino a trovare il pari con Haapala.

Per l’occasione Ireland ha potuto riabbracciare Lajunen, schierato in quarta linea con Walker e Jörg, mentre ha dovuto ancora rinunciare a Lapierre e Cunti. Nonostante un avvio davvero traumatico, tanto da subire il vantaggio dei padroni di casa dopo soli 50”, per mano del tocco preciso di Sigalet, i bianconeri sono stati bravi a resistere, a restare in partita, senza barcollare, riuscendo a reggere l’urto, fino a colpire con Bertaggia (12’), al culmine di una buona transizione firmata Romanenghi-Chorney. Che la trasferta svedese non sarebbe stata una passeggiata era risaputo, ma il Lugano ha avuto il merito di lottare, di soffrire quando era necessario, riuscendo ad andare vicino al vantaggio con Haapala, ben imbeccato da Klasen.

Partita vera, partita intensa, partita vivace e interessante quella andata in scena alla Frölundaborg, che nel secondo tempo ha visto i padroni di casa provare a schiacciare sull’acceleratore fin da subito, costringendo il Lugano a ripartire solo in contropiede. Un Lugano che ha saputo sfruttare perfettamente gli spazi, crescendo minuto dopo minuto, trovando due reti nel breve volgere di 68”, dopo la ghiotta occasione capitata a Hofmann: ancora Bertaggia (32’, ottimo il lavoro in backcheck di Romanenghi) e Lajunen (33’, da sottolineare la lotta di Walker e Jörg dietro la porta di Gustafsson) hanno lanciato i bianconeri fin sul 3-1. Un uno-due terrificante che avrebbe potuto mettere KO i padroni di casa, che hanno sbandato ma che sono stati rimessi in carreggiata da uno sgambetto di Klasen e da un cambio sbagliato: Lash in 5 contro 3 (35’) ha così riaperto la contesa. Una contesa che ha visto i bianconeri, dopo il brivido di un possibile infortunio per Merzlikins, destreggiarsi perfettamente sia in forechecking che in backcheking.

Nel terzo tempo, pur non soffrendo il gioco degli svedesi, il Lugano ha dovuto incassare la rete del pareggio di Stalberg (46’), abile a trovare l’angolo alla destra di Merzlikins. La reazione bianconera si è concretizzata poco dopo col tocco sottoporta di Sannitz in powerplay (49’), ma ancora una volta il Frölunda ha saputo sfruttare le occasioni avute: Fagemo (53’) e Lash (58’, in powerplay) hanno ribaltato il risultato, condannando i ticinesi a un’eliminazione dolorosa, perché immeritata, nonostante il forcing finale in 6 contro 4.

Il cammino europeo si è quindi concluso, ma questa sera si è rivisto il vero Lugano, capace di soffrire, di sacrificarsi e di rendere la vita difficile a tutti. Un passo in avanti, sicuramente, rispetto per esempio a quanto visto una settimana fa ad Ambrì. La speranza che con i recuperi degli infortunati, possa girare anche un po’ la buona sorte.

FRÖLUNDA-LUGANO 5-4 (1-1; 1-2; 3-1)
Reti:
0’50 Sigalet (Fagemo, Lasch) 1-0; 11’33 Bertaggia (Chorney, Romanenghi) 1-1; 31’ Bertaggia (Romanenghi) 1-2; 32’35 Lajunen (Jörg, Walker) 1-3; 34’30 Lash (Rakhshani, Genoway/5c3) 2-3; 45’12 Stalberg (Lindström, Sigalet) 3-3; 48’56 Sannitz (Hofmann, Klasen/5c4) 3-4; 52’08 Fagemo (Lash, Genoway) -4; 57’13 Lash (Rakhshani, Genoway/5c4) 5-4.
LUGANO: Merzlikins; Chorney, Chiesa; Klasen, Morini, Bürgler; Vauclair, Loeffel; Hofmann, Sannitz, Haapala; Wellinger, Ulmer; Bertaggia, Romanenghi, Reuille; Jecker, Fazzini; Jörg, Lajunen, Walker.
Penalità: 2x2’ Frölunda; 5x2’ Lugano.

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